Padre Pio: “Se non fosse stato per San Michele il demonio mi avrebbe messo sotto i piedi”.

Una volta il suo frate infermiere, padre Mariano Palladino, gli disse che una mistica aveva visto in visione Padre Pio che combatteva contro il demonio fin da tenera età. Il Santo frate udendo queste parole confermò e aggiunse: “Se non fosse stato per San Michele il demonio mi avrebbe messo sotto i piedi”.

Lo scrittore Giovanni Siena afferma che: “Il ruolo di San Michele nella vita e nell’opera di Padre Pio, diventò evidente un anno dopo quel significativo pellegrinaggio di Monte Sant’Angelo. Il 1918 fu per Padre Pio un anno pieno di eventi straordinari. Padre Pio infatti fu protagonista di tre sconvolgenti fenomeni mistici che gli costarono anche grandi patimenti fisici: 1° la “transverberazione” ovvero la straziante lacerazione delle parti più intime della sua anima per opera di un misterioso dardo di fuoco; 2° la “stimmatizzazione” cioè l’apparizione sul suo corpo delle stesse ferite portate da Cristo sulla croce; 3° e infine la “transfissione” vale a dire lo squarcio del cuore e del costato.

Non a caso la sua stimmatizzazione avvenne il 20 settembre del 1918, proprio il giorno in cui egli si preparava ad iniziare la novena di preghiera in onore a San Michele, la cui festa si celebra il 29 settembre. Riguardo la sua devozione a San Michele, una volta Padre Pio disse: “Sta sempre qui”, rivolta ad Anita Canotti, una sua figlia spirituale di Rimini. Lo scrittore Giovanni Siena afferma: “Ricordo benissimo tutte le penitenze che ci dava nel confessionale in onore dell’arcangelo. Ricordo anche il suo insistente invito a recarci in pellegrinaggio al santuario di Monte Sant’Angelo: “Andate a salutare San Michele”, diceva spesso”.