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Padre Pio: Gesù pronunciò una tremenda profezia sulla Chiesa

Gesù apparve più volte a Padre Pio. In tutte quelle visioni, qualcosa in particolare sconvolse il frate di Pietrelcina: perché quello sguardo triste e quelle lacrime?

Stiamo vivendo tempi di grande confusione, dove il radicalismo si sta diffondendo a macchia d’olio annientando qualsiasi valore. Il grande inganno della libertà ci rende, in realtà, sempre più schiavi del sistema.

Vale tutto e il contrario di tutto: il grande inganno

Vale tutto e il contrario di tutto: funerali trasformati in spettacoli, gay-pride all’insegna della blasfemia, rappresentazioni teatrali dissacranti messe in scena non si sa per quale ragione. Ed ancora: paradossi come pubblici peccatori non pentiti che ricevono la comunione, nemici della chiesa che imperversano in TV e poi si inginocchiano per prendere l’Eucarestia. Sacerdoti che non onorano il loro ministero anzi, confondono e allontanano le anime.

Ma in tutto questo caos, Padre Pio che cosa avrebbe detto riguardo a questo delirio  dissacratorio? Cercando una risposta abbiamo ritrovato degli scritti del cappuccino di Pietrelcina redatti di suo pugno. Messaggi inviati al suo padre spirituale in cui raccontava le sue visioni di Gesù. Leggiamo con attenzione le parole che Cristo stesso gli ha lasciato.

Le apparizioni di Gesù a Padre Pio

Il 12 marzo 1913, mentre padre Pio stava pregando, gli apparve Gesù, triste e dolorante, che gli disse: «Con quanta ingratitudine viene ripagato il mio amore dagli uomini! Sarei stato meno offeso da costoro se li avessi amati meno. Mio Padre non vuole più sopportarli». Gesù soffre per il tradimento delle «anime più predilette», i sacerdoti, i quali sono i primi a lasciarlo da solo nelle chiese, ignorando il Tabernacolo: «Il mio Cuore è dimenticato, nessuno si cura più del mio Amore».

Padre Pio riportò fedelmente anche la condanna del mondo sacerdotale: «La mia Casa è divenuta per molti un teatro di divertimenti; anche i miei ministri, che io ho sempre guardato con predilezione, che io ho amato come pupilla dell’occhio mio; esse dovrebbero confortare il mio cuore colmo di amarezze; essi dovrebbero aiutarmi nella redenzione delle anime; invece chi lo crederebbe..! Da essi debbo ricevere ingratitudini e sconoscenze. Vedo, Figlio mio, molti di costoro – a questo punto Gesù comincia a piangere singhiozzando – che sotto ipocriti sembianze mi tradiscono con comunioni sacrileghe».

Come uscire da questo “pantano”? «Figlio mio, ho bisogno di vittime – disse il Signore a padre Pio – per calmare l’ira giusta e divina del Padre mio; rinnovami il sacrificio di tutto te stesso e fallo senza riservatezza alcuna».

San Pio, sacerdote santo, rinnovò il sacrificio dal profondo del cuore. Quanti sacerdoti, allora, ma soprattutto oggi, hanno il desiderio di sacrificarsi per le anime e per confortare il Sacro Cuore di Gesù, così tanto disprezzato dagli uomini?

Macellai

Il 7 aprile, dello stesso anno, un venerdì, Padre Pio ebbe un’altra visione di Gesù, ma molto più tremenda della precedente. «Mio carissimo Padre, venerdì mattina ero ancora a letto, quando mi apparve Gesù. Era tutto malconcio e sfigurato», scrisse il santo sacerdote cappuccino. «Egli mi mostrò una grande moltitudine di sacerdoti regolari e secolari, fra i quali diversi dignitari ecclesiastici, di questi chi stava celebrando, chi si stava parando e chi si stava svestendo dalle sacre vesti.

fonte: Padre Pio Catholic web services

La vista di Gesù in angustie mi dava molta pena, perciò volli domandargli perché soffrisse tanto. Nessuna risposta n’ebbi. Però il suo sguardo mi portò verso quei sacerdoti; ma poco dopo, quasi inorridito e come se fosse stanco di guardare, ritirò lo sguardo ed allorché lo rialzò verso di me, con grande mio orrore, osservai due lagrime che gli solcavano le gote. Si allontanò da quella turba di sacerdoti con una grande espressione di disgusto sul volto, gridando: “Macellai!”.

fonte: Corrispondenza Romana

Gesù a Padre Pio: “La mia agonia sarà sino alla fine del mondo”

E rivolto a me disse: “Figlio mio, non credere che la mia agonia sia stata di tre ore, no; io sarò per cagione delle anime da me più beneficiate, in agonia sino alla fine del mondo. Durante il tempo dell’agonia, figlio mio, non bisogna dormire. L’anima mia va in cerca di qualche goccia di pietà umana, ma ahimè mi lasciano solo sotto il peso della indifferenza.

L’ingratitudine ed il sonno dei miei ministri mi rendono più gravosa l’agonia. Ahimè come corrispondono male al mio amore! Ciò che più mi affligge e che costoro al loro indifferentismo, aggiungono il loro disprezzo, l’incredulità. Quante volte ero li per li per fulminarli, se non fossi stato trattenuto dagli angioli e dalle anime di me innamorate… Scrivi al padre tuo e narragli ciò che hai visto ed hai sentito da me questa mattina. Digli che mostrasse la tua lettera al padre provinciale…”.

fonte: Maria di Nazareth

Sì, “macellai di anime”! Coloro che dovrebbero essere il conforto di Gesù e i pastori delle nostre anime, diventano ultimamente troppo spesso coloro che crocifiggono nuovamente il Signore e che conducono le nostre anime alla perdizione. Preghiamo dunque per i nostri sacerdoti, affinché siano santi e non “diavoli”.

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