Padre Pio: non si diventa Santi con le grandi opere ma con l’umiltà

 

Padre Pio è stato ed è uno dei Santi più amati dello scorso secolo, ciò che spingeva molti fedeli a dare peso alle sue parole era la sincerità e l’umiltà con le quali le diffondeva. Proprio dell’umiltà ci parla in un quaderno il Santo da Petralcina, egli ci dice che è la qualità primaria di ogni cristiano e che in questa si vede l’opera di Gesù Cristo.

 

Perché giusto l’umiltà e non la carità e l’altruismo, perché non l’amore? Il ragionamento di Padre Pio parte dal presupposto che un opera buona comincia come emanazione dalla volontà di Gesù Cristo: “Se tu fai un’opera buona, certamente è presente anche Gesù in quell’opera buona. Lui ti ha dato il volere e l’operare, perché l’opera buona è la conformità alla sua Parola, la quale ti dà la luce e la forza per operare bene, e  fare le opere buone”.

 

Partendo da questo presupposto l’unica cosa cristiana che può fare un fedele è riconoscere la mano di Dio nella sua opera. Per fare questo c’è bisogno di una grande dose di umiltà, una volta compreso  questo si può anche capire come l’unica scelta veramente umana sia il peccato. Per arrivare a peccare sicuramente sei stato invogliato da Satana, la società ti ha spinto ad un comportamento egoista, magari ti ha insultato ed istigato, ma la scelta finale di compiere un opera impura è pertinente solo alla sfera delle tue decisioni.

 

Se l’unica scelta che l’uomo può fare autonomamente è quella di peccare, conseguentemente attribuirsi meriti per una buona azione diventa atto di presunzione. Questo perché l’uomo che si attribuisce il merito delle sue buone azioni esclude l’intervento divino e si macchia di orgoglio, si mette sullo stesso piano di Dio, lo stesso errore commesso da Lucifero.

 

Nella sua lettera, Padre Pio avverte i fedeli che chi si macchia di orgoglio viene ignorato da Dio: “Dio, dice la Scrittura, detesta gli orgogliosi, non li guarda neppure, li lascia consumare nel loro orgoglio, perché questo è come un acido che consuma continuamente tutto il bene che fanno, che posseggono”.

 

Spesso l’essere umano non tiene presente questo distinguo, per quanto tu possa operare per il bene questo non ha valore se non ti riconosci peccatore. Il compiere buone azioni non ti qualifica come superiore agli altri uomini, ma semplicemente come vanaglorioso, per questo Dio non volge lo sguardo su chi non ha abbastanza umiltà da porsi in mezzo a tutti gli altri peccatori.

 

Per molti uomini questo concetto potrebbe essere difficile da comprendere, per tal motivo Padre Pio va sul concreto e porta l’esempio di una figura che per tutti i fedeli rappresenta un esempio: “Riconoscersi peccatore è il passo che il Signore attende perché egli possa usare misericordia verso di te. Cerchiamo di essere veramente molto concreti. Il Papa ha dato un esempio molto bello: tutti siamo peccatori, anche io sono peccatore, ha detto il Papa. Sì, anzi vi dirò che i santi dicono di essere i più grandi peccatori della terra”.

 

Con queste Parole il Santo da Petralcina voleva mostrare a tutti che ciò che qualifica un santo non sono le buone azioni, i miracoli o la vita consacrata a Dio, ma l’umiltà di riconoscere i propri limiti, i propri peccati, poiché solo in questo modo, con estrema umiltà e consapevolezza, si può sperare nella salvezza della propria anima.