Padre Pio e il suo “rivale” Padre Gemelli: una scoperta che cambia tutto

Vi fu un’ulteriore visita a San Giovanni Rotondo del fondatore dell’Università del Sacro Cuore, il cui esito spiega molte delle controversie successive.

Ancora una sorprendente rivelazione sulla ‘rivalità’ tra San Pio da Pietrelcina e padre Agostino Gemelli. Contrariamente a quanto creduto fino ad oggi, il fondatore dell’Università del Sacro Cuore, vide davvero le stimmate del cappuccino pugliese.

Già nel 1919 un primo incontro tra il francescano e il cappuccino

Su padre Gemelli grava da decenni lo stigma di aver affermato il falso. Durante la visita dell’aprile 1920, infatti, il medico francescano si era recato a San Giovanni Rotondo ma l’incontro con Padre Pio era stato troppo breve e deludente.

Secondo i testimoni presenti, Gemelli non vide affatto le stimmate, eppure, lui stesso, in una successiva relazione, affermò il contrario. Chi aveva ragione? Entrambi. Le rivelazioni del giornalista e scrittore Flavio Peloso, delineano una realtà più complessa di quanto non si pensi.

In un articolo pubblicato sul Bollettino dell’Archivio per la storia del movimento sociale cattolico in Italia, dal titolo Padre Agostino Gemelli disse il vero: visitò le stimmate di Padre Pio da Pietrelcina, Peloso ricostruisce la vicenda, puntualizzando che le visite di Gemelli a San Giovanni Rotondo, in realtà furono due.

La visita più nota fu quella del 18-19 aprile 1920, in cui, però, a Gemelli non fu concesso di vedere le stimmate di Padre Pio. I due si incontrarono brevemente prima della messa; Gemelli era accompagnato da un frate, padre Benedetto da San Marco in Lamis e da Emanuele Brunatto. Entrambi confermarono la mancata visione delle stimmate.

Nel frattempo, padre Gemelli inviò il proprio resoconto al Sant’Uffizio, in cui si diceva convinto che le stimmate fossero manifestazioni somatiche di natura isterica, aggiungendo che, comunque, erano necessarie ulteriori perizie su Padre Pio.

Quando Gemelli si finse “convertito”

In realtà, padre Agostino Gemelli e Padre Pio da Pietrelcina si erano incontrati già una volta l’anno precedente. Nel 1919, il francescano si era recato a San Giovanni Rotondo per conto del vescovo di Foggia, e accompagnato dal segretario di quest’ultimo. “Ebbi modo di vedere più volte il P. Pio e di conversare assai a lungo con lui. Esaminai anche le piaghe del P. Pio”, scrisse Gemelli in un’altra lettera al Sant’Uffizio.

Gemelli si era recato da Padre Pio in ‘incognito’. Non solo non aveva svelato la propria identità ma, come lui stesso ammise, recitò “sino in fondo la commedia del medico convinto e convertito per avere agio di osservare, vedere, constatare”.

Quella prima visita rimase coperta dal “segreto d’ufficio” per volere dei superiori dello stesso Gemelli. “Mi sono limitato a dire che avevo fatto visita al Padre. (…) Il S. Ufficio mi ha sempre consigliato di tacere ed io ho obbedito”, scrisse inoltre il francescano.

Le rivelazioni dell’articolo di Peloso indubbiamente mettono fine alle accuse di affermazioni false da parte di padre Gemelli. Al tempo stesso, però, confermano il suo acceso pregiudizio nei confronti di Padre Pio. [L.M.]

 

Fonte: Avvenire

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