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Discorsi del Papa

“Pace a voi”, dice Gesù risorto

Siria

“Pace a voi“, dice Cristo risorto che si manifesta più volte alle persone che in vita lo avevano seguito e ieri, nel Vangelo, si ricordava uno di quegli episodi.
Gesù compare tra i suoi discepoli e dice: “Pace a voi”.

E queste parole suonano quanto mai necessarie, tra noi suoi “nuovi” discepoli e nel mondo, che si tinge ancora e ancora le mani di sangue innocente.
Il Santo Padre, ieri, ha ribadito: “Sono profondamente turbato dall’attuale situazione mondiale, in cui, nonostante gli strumenti a disposizione della comunità internazionale, si fatica a concordare un’azione comune in favore della pace in Siria e in altre regioni del mondo”.

Con lui è anche il Patriarca di Mosca Kirill, capo della Chiesa ortodossa russa: “fermare lo spargimento di sangue in Siria , consci che i cristiani non possono rimanere indifferenti di fronte a ciò che avviene e il nostro è stato un chiaro dialogo di pace”, dice, riferendosi ad un discorso avvenuto con Papa Francesco.
Prendendo spunto dal Vangelo, ciò che ci propone il Cristo, dopo aver patito una punizione ingiusta sulla croce, è la pace, perché lui ci parla “sia della pace interiore, sia della pace che si stabilisce nei rapporti tra le persone”.

Quando, poi, gli Apostoli sembravano non credere che Gesù fosse realmente presente davanti a loro, dimostra di non essere solo spirito, ma anche corpo: “insiste molto sul realismo della Risurrezione, infatti, non si tratta di un’apparizione dell’anima di Gesù, ma della sua reale presenza con il corpo risorto” e per provarlo chiede di mangiare, segno che la resurrezione è avvenuta, come lui aveva annunciato, segno che quel saluto “Pace a voi” può essere replicato e diffuso ad altre gente.

Ma in Siria non giunge e “siamo chiamati ad avere grande rispetto e cura del nostro corpo e di quello degli altri: ogni offesa o ferita o violenza al corpo del nostro prossimo, è un oltraggio a Dio creatore!”.
In Siria, come altrove, sono tante le persone oltraggiate nel corpo e nello spirito, umiliate e uccise come Cristo in croce: “in un mondo dove troppe volte prevalgono la prepotenza contro il più debole e il materialismo che soffoca lo spirito, il Vangelo di oggi ci chiama ad essere persone capaci di guardare in profondità, piene di stupore e di gioia grande per avere incontrato il Signore risorto”.

E, come Papa Francesco propone, noi continuiamo a pregare per la Siria, perché cessi ogni atto violento, perché le potenze internazionali, prendano coscienza del male che stanno facendo a coloro che desiderano al pace e che la implorano da lunghi anni, mentre vedono cadere al loro fianco, uno dopo l’altro i fratelli, i loro bambini.

Antonella Sanicanti

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