Le suore che regalano vita nuova a chi si pensa solo e abbandonato

Per chi ha fede nel Signore, non è mai detta l’ultima parola. Anche nei contesti più ostili, dove ci si sente soli e rifiutati, e non si vedono prospettive davanti, una Presenza è ciò che può darci la forza di cambiare strada. 

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Lo testimoniano con grande incisività tre francescane missionarie del Sacro Cuore che ogni giorno a Istanbul attendono nella loro casa chiunque voglia condividere con loro una tazza di tè, musulmano o cristiano, insieme a un momento di preghiera o anche solamente una chiacchierata.

Le religiose che intercedono per chiunque glielo chieda

Si chiamano suor Zita, filippina, suor Gigimol Sebastian, indiana, e suor Miriam Oyarzo, cilena. Intervistate dal quotidiano La Stampa, hanno spiegato che “il nostro servizio principale è “esserci”, dare la possibilità di conoscere Cristo a tutti. Attraverso la vita buona del Vangelo, testimoniamo la pace e il bene come figli di San Francesco”.

Queste tre religiose infatti intercedono con la preghiera per chiunque glielo chiede e lo desideri. Le suore ascoltano le persone o i gruppi che cercano il silenzio, per non parlare di quanti desiderano fare una pausa dinnanzi al Signore. Oltre a collaborare con il corso di formazione permanente per il dialogo ecumenico e interreligioso.

L’antica tradizione francescana che porta avanti la sua missione

Le tre fanno parte di una tradizione di francescane missionarie del Sacro Cuore che ha le proprie radici molto indietro nel tempo, addirittura nel lontano 1872, quando il loro apostolato si esprimeva in ambito scolastico, prima della soppressione delle scuole cattoliche nel 1937. Subito dopo il 2000 furono costrette poi ad abbandonare totalmente lo Stato, per farvi però ritorno nel 2015, consapevoli del valore di una presenza cristiana in una terra musulmana.

Oggi i conventi frati minori e delle Missionarie del Sacro Cuore sono dei veri e propri punti di riferimento per molti, cristiani e non, persone abbandonate e in cerca di qualcuno che le ascolti e che le dia loro riparo, rifugio, conforto, proprio come fa la Madonna con i suoi figli.

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La speranza che scaturisce da una presenza amica

“Incontriamo donne ferite, pentite, disperate, con storie tragiche e di violenza, che tante volte ci fanno piangere in ginocchio in cappella; donne incinte o con bambini. Mi trovo davanti a persone ferite e smarrite: il Signore, attraverso di loro, mi rivela il Suo amore e la Sua Provvidenza”, spiega una delle tre suore al giornale di Torino.

Suor Miriam presta infatti servizio nel carcere di alta sicurezza femminile di Bakırköy a Istanbul, dando conforto ad oltre trecento donne recluse di varia provenienza. Spesso sole, abbandonate, che non conoscono nemmeno la lingua. Lì in questo modo entra la Parola di Dio, il suo messaggio di misericordia infinita, che molto spesso si deposita nel profondo dei loro cuori.

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Donne, spesso madri, che altrimenti rischierebbero di finire nel giro della criminalità, ma che con una presenza di conforto costante vicina a loro comprendono che nella vita c’è altro, c’è qualcosa di più, qualcuno che sa donarti la forza di rimetterti in gioco, riscattandoti, cercando di dare il massimo e di farlo nella maniera giusta.

Giovanni Bernardi

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