Arrestato Filippo Turetta: ulteriore macabro dettaglio sull’omicidio di Giulia Cecchettin

Fermato e arrestato Filippo Turetta. Dopo 8 giorni la fuga del giovane è giunta al termine, lo hanno fermato questa mattina 19 novembre 2023, in Germania.

Dopo il ritrovamento del corpo di Giulia Cecchettin in un canalone, nei pressi del lago di Barcis (Pordenone), un’altra svolta nella vicenda che da sabato 11 novembre ha tenuto tutta l’Italia con il fiato sospeso, nella speranza in risvolti decisamente diversi.

Trovata morta Giulia Cecchettin in un lago
Giulia Cecchettin (web source)-lucedimaria.it

AGGIORNAMENTI

Ulteriore macabro aspetto emerge sulla dinamica dell’omicidio della giovane Giulia per mano dell’ex fidanzato Filippo. Dopo averla colpita con estrema violenza, in una strada nella zona industriale di Fossò, l’ha poi caricata nel bagagliaio della sua Grande Punto.

Dopo più di cento chilometri, e dopo averla accoltellata in testa e sul collo, dove un colpo è stato letale, ha preso in braccio il corpo di Giulia oramai deceduta, è sceso lungo un dirupo e lo ha deposto sotto una grande roccia, coprendolo con dei sacchi neri, perché non destasse l’attenzione.

La crudeltà in cui si è sferrato sul suo corpo si evince dal numero di colpi inferti su di lei, per ben 20 volte. Un ulteriore aspetto sconvolgente di questa tragica e triste vicenda.

Filippo Turetta, fuga terminata: bloccato in Germania

La fuga di Filippo Turetta è giunta al termine: lo hanno fermato oggi, 19 novembre 2023, in Germania. Il 22enne era stato visto in Austria lo scorso 15 novembre, ripreso dal targa system, che ne aveva fotografato il passaggio con la Fiat Punto Nera. A dare la notizia è il legale di Turetta, Emanuele Compagno.

Nel frattempo, un magistrato tedesco dovrà valutare il mandato di arresto europeo, per prendere decisioni in merito alla consegna di Turetta all’Italia.

Il procuratore di Venezia fa un appello a Filippo Turetta:«Costituisciti»

Dopo una serie di controlli nella zona del lago di Barcis, la tragica scoperta. L’area del lago era lungo la direzione che Filippo Turetta avrebbe seguito durante la fuga con la Fiat Punto nera. La conferma che il cadavere della giovane donna sia quello di Giulia Cecchettin resta per ora ufficiosa, come ha spiegato il procuratore di Venezia:«Il corpo dovrebbe essere il suo ma lo diciamo sulla base dei primi riscontri dei Carabinieri, sul posto. Aspettiamo una conferma».

Sempre il procuratore, ha rivolto un appello a Filippo Turetta, chiedendogli di costituirsi. «Speravamo di non dover dare questa notizia (ossia il ritrovamento del corpo di Giulia, ndr), ma la ricostruzione dei fatti che potrebbe fare Turetta sarebbe molto importante, anche per lui stesso. Per questo ribadisco: non continui questa sua fuga e si costituisca».

Sarebbe confermato, inoltre, il passaggio della Fiat Punto nera di Filippo Turetta in Austria, cosa che sarebbe occorsa mercoledì scorso, 15 novembre, come riporta l’Ansa.

Giulia Cecchettin, l'appello dei genitori di Filippo Turetta:«Costituisciti»
Giulia Cecchettin (web source)-lucedimaria.it

Filippo Turetta, i genitori gli rivolgono un appello:«Costituisciti»

Dopo le prime notizie in merito all’accaduto, i genitori di Filippo Turetta, 22 anni, sospettato di aver assassinato Giulia Cecchettin, hanno fatto un appello al figlio tramite il loro legale, in cui gli chiedono di costituirsi. Lo stesso legale ha poi sottolineato che i genitori del 22enne auspicano che il figlio “si assuma le proprie responsabilità».

Sulla vicenda, si è espressa anche la premier Giorgia Meloni, che ha commentato sui social:«Ho seguito con apprensione gli aggiornamenti sul caso e, fino alla fine, ho sperato in un epilogo diverso. Il ritrovamento del corpo senza vita di Giulia è una notizia straziante. Ci stringiamo al dolore dei suoi familiari e di tutti i suoi cari. Mi auguro sia fatta presto piena luce su questo dramma inconcepibile. Riposa in pace».

Il dolore della famiglia di Giulia Cecchettin

In questi casi, il dolore è davvero molto forte, e l’unica cosa che si può fare è stare vicino ai familiari della vittima. A esternare il dolore della famiglia di Giulia Cecchettin è stato il loro avvocato, Stefano Tigani. Parlando con la stampa, ha spiegato che questo è il «momento del dolore e di stringersi attorno alla famiglia. Il lavoro degli investigatori ha portato intanto a ritrovare Giulia. Ma è anche il momento di individuare le responsabilità e le dinamiche di questa vicenda, per le quali ci affidiamo ancora alle forze dell’ordine».

Come riporta La Repubblica, il cadavere di Giulia, al momento del ritrovamento, ha riportato una forte frattura alla testa e una copiosa fuoriuscita ematica. L’autopsia avrà luogo a inizio settimana prossima e metterà a confronto fratture e macchie ematiche rinvenute dai militari dell’Arma lungo la strada vicinale di Fossò (Venezia), dove Turetta avrebbe colpito Giulia prima di caricarla nella sua auto.

Omicidio Cecchettin, Giulia era già deceduta quando il suo corpo è stato lanciato dal dirupo

Da quando si apprende, Giulia aveva già perso la vita quando è stata gettata nel dirupo a Barcis (Pordenone). È quello che credono gli inquirenti dopo i primi esami del medico legale, Antonello Cirnelli, sul corpo della vittima. La ragazza è stata assassinata con diverse coltellate, profonde e date con violenza. Non solo: Giulia, durante l’aggressione, avrebbe tentato di opporsi al suo aggressore, come farebbero pensare le ferite trovate su mani e braccia.

Come detto, il corpo di Giulia aveva anche una ferita profonda in testa, che potrebbe risalire all’aggressione occorsa sabato scorso, 11 novembre, a Fossò e ripresa dalle videocamere di un’impresa del posto.

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