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Oggi 8 marzo, San Giovanni di Dio: è il fondatore dell’ordine dei “Fatebenefratelli”

Dopo una vita peregrina e dissoluta, si impegna con carità verso i più bisognosi e di coloro che sono ammalati e infermi. È considerato il fondatore dell’Ospedale moderno.

E’ il Patrono degli Infermieri e dei medici. Agli inizi del 1900 viene proclamato, anche, Patrono degli ammalati e degli ospedali.

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8 marzo: Giovanni e il suo donarsi agli ammalati

In questo ottavo giorno del mese di marzo, la chiesa venera San Giovanni di Dio. All’età di 8 anni, assieme a un chierico si allontana dalla casa paterna e giunge in Spagna, dove a Oropesa (Toledo) viene accolto dalla famiglia di Francisco Cid, detto “el Mayoral”.

A Oropesa trascorre gran parte della sua vita. Fino a 27 anni Juan si dedica alla pastorizia, poi si arruola, partecipando come soldato a due battaglie.

Finita la vita militare, finché ha soldi, vaga per mezza Europa, giungendo fino in Africa a fare il bracciante e poi il venditore ambulante a Gibilterra. Infine, nel 1537 si stabilisce a Granada e apre una piccola libreria. Avverte già da tempo una grande vocazione per Gesù nell’assistenza dei poveri e dei malati, ma è allora che Giovanni muta radicalmente indirizzo alla propria vita, in seguito a una predica di Giovanni d’Avila.

La crisi di fede e i malati

Attraversa una grande crisi di fede, distrugge la sua libreria, va in giro per la città agitandosi e rotolandosi per terra e rivolgendo ai passanti la frase che sarebbe divenuta l’emblema della sua vita: «Fate (del) bene, fratelli, a voi stessi»

Considerato pazzo, viene rinchiuso nell’Ospedale Reale di Granada, da dove esce qualche mese dopo rasserenato e intenzionato ad assecondare la sua vocazione religiosa. Dopo essersi posto sotto la guida di Giovanni d’Avila, si reca in pellegrinaggio al Monastero reale di Santa Maria de Guadalupe e, tornato a Granada, da inizio alla sua opera di assistenza ai poveri, malati e bisognosi.

La cura degli ammalati e il suo ospedale

Nonostante le diffidenze iniziali, si uniscono a lui altre persone, che si dedicano completamente all’assistenza ai malati. Il suo modo di chiedere la carità è molto originale, infatti era solito dire: “Fate del bene a voi stessi! Fate bene, fratelli!”.

Fonda il suo primo ospedale, organizza l’assistenza secondo le esigenze di quelli che considerava i suoi poveri. L’Arcivescovo di Granada gli cambia il nome in Giovanni di Dio. Si impegna anche nei confronti delle prostitute, aiutandole a reinserirsi nella società. Muore l’8 marzo 1550.

Dedicò tutta la sua vita alla cura degli infermi con una visione moderna dell’assistenza ospedaliera e dell’ospitalità: i malati venivano accolti e “ricoverati” in base alle patologie ed ognuno di loro veniva curato ed assistito con un’attenzione al singolo individuo assolutamente nuova per quel tempo. San Giovanni di Dio è considerato per questo il fondatore dell’Ospedale moderno. 

LEGGI ANCHE: Medjugorje, messaggio della Regina della Pace: “Con Dio è sicuro e salvo”

Preghiera a San Giovanni di Dio

Ai vostri piedi prostrato, o gran padre degli infermi,

vengo oggi per impetrare da voi che siete dispensatore di celesti tesori,

la grazia della cristiana rassegnazione, e la guarigione dei mali

che travagliano il corpo e l’anima mia.

O medico celeste, deh! non sdegnate di venire in mio soccorso,

ricordandovi i prodigi di carità operati nei giorni della vostra mortale

carriera a beneficio dell’umanità sofferente.

Siate voi il balsamo salutare che lenisca i dolori del corpo:

voi il freno potente che trattenga l’anima da fatali traviamenti:

voi il conforto, la luce, la guida nell’aspro sentiero

che porta alla salute eterna.

Soprattutto, o padre mio amorosissimo, ottenetemi la grazia

di un sincero pentimento dei miei peccati, affinchè possa,

quando a Dio piacerà, venire a benedirvi e ringraziarvi

nel Santo paradiso. Così sia.

LEGGI ANCHE: Oggi 14 luglio preghiamo San Camillo, colui che nei malati vide Cristo

Rosalia Gigliano

Scritto da
Rosalia Gigliano

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