Non rinnega il suo amore per Cristo e, deportata a Ponza, lì subirà il martirio. E’ nipote di un console romano e, durante la persecuzione di Domiziano, è accusata di aver rinnegato gli dei pagani per convertirsi al Cristianesimo.
Vergine e martire, è venerata anche dalla Chiesa greco – ortodossa. È anche menzionata da vari scrittori classici nelle loro opere.
In questo settimo giorno del mese di maggio, la chiesa venera Santa Flavia Domitilla. Nasce intorno all’anno 60 d.C. nella famiglia degli imperatori Flavi della Roma antica. Sua madre, Flavia Domitilla minore, è figlia del futuro imperatore Vespasiano e di Flavia Domitilla maggiore, ed è sorella dei futuri imperatori Tito e Domiziano.
Il vescovo cristiano Eusebio di Cesarea scrive nella sua Storia ecclesiastica: “In quel tempo la dottrina della nostra fede brillava tanto che anche gli autori estranei alla nostra tradizione non esitarono a tramandare nelle loro storie la persecuzione e i martirii avvenuti in essa.
Indicano anche il tempo preciso, dicendo che nel quindicesimo anno di Domiziano, fra moltissimi altri, Flavia Domitilla, figlia di una sorella di Flavio Clemente, allora uno dei consoli di Roma, è stata condannata, per avere dato testimonianza a Cristo, ad essere relegata nell’isola di Ponza”.
In un’altra opera sua, il “Chronicon”, che sopravvive in una traduzione fatta da san Girolamo, Eusebio dà informazioni simili a quelle citate nella Storia ecclesiastica: in relazione dall’anno 16 di Domiziano (96 d.C.), scrive che sotto Domiziano molti cristiani sono martirizzati, tra cui Flavia Domitilla, nipote del console Flavio Clemente, relegata all’isola di Ponza per essersi dichiarata cristiana.
Girolamo, nello scrivere, dice che questa una pia vedova, nel suo viaggio da Roma alla Terra Santa, fa scalo nell’isola di Ponza, “celebre per l’esilio di Flavia Domitilla, la più illustre donna del suo tempo“, e visita “le celle dove essa subì un lungo martirio“.
Dio onnipotente ed eterno,
che alla tua santa martire Flavia Domitilla,
hai dato la forza di sostenere fino all’ultimo la pacifica battaglia della fede.
Concedi anche a noi di affrontare, per tuo amore,
ogni avversità, e di camminare con entusiasmo incontro a te,
che sei la vera vita.
Amen
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