Oggi 6 aprile, Lunedì dell’Angelo: l’annuncio di Cristo Risorto da portare al mondo

Il giorno dopo la Pasqua è il Lunedì dell’Angelo e si ricorda l’annuncio angelico dato alle donne davanti al sepolcro vuoto: Gesù è risorto, la morte è stata vinta. 

Lunedì dell'Angelo
Lunedì dell’Angelo – lalucedimaria.it

La festa di Pasqua dura per otto giorni e il Tempo liturgico per 50, fino alla Pentecoste. Il giorno dopo la grande celebrazione della Resurrezione di Gesù, quindi oggi 6 aprile, è il Lunedì dell’Angelo, quello in cui si fa memoria ancora dell’annuncio più grande.

Le donne erano giunte al sepolcro del Signore per rendergli omaggio. Volevano cospargerlo con oli aromatici. Ma al loro arrivo trovano la grande pietra che chiudeva la tomba completamente divelta e all’interno del sepolcro il corpo non c’era.

Oggi 6 aprile: Lunedì dell’Angelo, l’annuncio dato alle donne, “Cristo non è qui, è Risorto”

In questo lunedì si torna quindi a far memoria di quanto accadde il giorno prima,  ovvero al mattino della domenica (il primo giorno della settimana nel calendario ebraico, quindi il primo giorno dopo la Pasqua ebraica).

Maria Maddalena, Salome e Maria madre di Giacomo si recarono presso il luogo in cui era stato sepolto Gesù. Al vedere il grande masso rotolato via e il sepolcro vuoto furono prese da grande stupore e timore. Soprattutto quando apparve loro un angelo in vesti sfolgoranti, che cercò subito di rassicurarle e diede loro il lieto annuncio: “Non abbiate paura, voi! So che cercate il Crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto“.

Non solo, l’Angelo aggiunse anche: “Presto, andate a dire ai suoi discepoli: è risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete” (Mc 16,1-7).

Come sottolineava san Giovanni Paolo II, “per esprimere per la prima volta le parole “è risorto”, la Risurrezione, non era sufficiente un soggetto umano”. Allo stesso modo di come avvenne per l’annuncio dell’Incarnazione, la portata dell’evento richiese una voce più vicina a Dio, quindi angelica.

Tradizione secolare volta alla contemplazione

Il giorno dopo la Pasqua è dedicato da una tradizione secolare alla contemplazione dell’annuncio di Pasqua, come una prosecuzione del giorno decisivo per la nostra fede creata dalla devozione.

Si vuol così proseguire in modo ampiamente celebrativo, pur non trattandosi di festa di precetto, della gioia della Resurrezione contemplando il momento dell’annuncio angelico e continuando a meditare su di esso.

Diventato festività civile nel dopoguerra per prolungare le ferie pasquali, è giorno festivo, oltre che in Italia, in quasi tutta l’Europa e in diversi altri Paesi.

Tradizionalmente questa estensione della Pasqua, che viene chiamata comunemente anche “Pasquetta”, rappresenta un prolungamento dei festeggiamenti e metaforicamente assume anche uno specifico significato.

Con l’usanza di compiere una gita fuori porta, si indica l’uscita di ciascuno dal proprio personale sepolcro per mettersi in movimento e portare ad altri l’annuncio della Resurrezione.