La Pasqua di Resurrezione è la principale festa della Chiesa Cattolica: Gesù Cristo ha vinto il peccato e la morte risorgendo, su questo si basa la fede. Un annuncio di speranza che da oltre duemila anni ha cambiato la storia dell’umanità.

“Cristo è risorto, è veramente risorto!” è l’espressione che risuona nel giorno della Pasqua di Resurrezione, che quest’anno è oggi, 5 aprile. Il più grande mistero della fede su cui la stessa si fonda.
Dopo aver celebrato la Passione, crocifissione e morte del Signore, e dopo la sua sepoltura e il giorno di attesa in cui Gesù discese agli inferi, ecco che nella notte si gioisce per la Resurrezione di Cristo.
Oggi 5 aprile: Pasqua di Resurrezione, la vittoria di Cristo sulla morte che ha cambiato l’umanità
Nella Liturgia cattolica i due termini, Pasqua e Resurrezione, che sono strettamente uniti, fanno riferimento a due eventi. Bisogna dire che il termine “Pasqua“, che ha origine dall’aramaico pasha’ (in ebraico pesach), è usata nella Bibbia (Es 12, 48) per ricordare il “passaggio di Dio” e l’esodo degli ebrei dall’Egitto.
Si trattava di una festa estremamente importante, vissuta con riti sacri. Era tradizione nelle famiglie ebraiche osservanti celebrarla e anche Gesù ovviamente lo faceva. Con la sua Pasqua il Signore assume, ma poi anche trascende, il significato di quella solennità ebraica.
La Resurrezione è naturalmente il riferimento al corpo di Cristo che era morto e sepolto. Ma il sepolcro fu trovato vuoto con l’enorme pietra che lo copriva miracolosamente ribaltata. L’annuncio dell’Angelo alle donne giunte al sepolcro conferma che Cristo è risorto. La vittoria sulla morte, dunque, che non ha avuto l’ultima parola, come apparentemente sembrava.
L’evento salvifico per eccellenza
La Resurrezione del Signore Gesù è l’evento salvifico per eccellenza. Se il termine Pasqua, che come detto sopra, viene dal termine ebraico pesach, vuol dire “passare oltre” e commemora il passaggio del Mar Rosso da parte degli ebrei durante la liberazione dall’Egitto, ora c’è ben altro significato.
La Pasqua cristiana è il passaggio dalla morte alla vita. Gesù Risorto dona una vita nuova per chi crede in Lui. Ha liberato dal peccato con il suo sacrificio e chiama tutti coloro lo amano a risorgere con Lui.
Liturgicamente la Pasqua è una solennità che dura per un tempo di 8 giorni, così come il Natale. Ma non solo: si protrae anche oltre l’Ottava, per 50 giorni fino alla celebrazione della Pentecoste.
I simboli della Pasqua
Tra i simboli della Pasqua c’è sicuramente il cero pasquale che viene acceso durante la Veglia notturna con il chiaro riferimento alla luce di Cristo che è Luce del mondo. Acceso nel corso della Veglia pasquale resta tale per tutto il tempo di Pasqua fino alla Domenica di Pentecoste.
I sacerdoti in questo giorno indossano i paramenti di color oro o bianco per rappresentare la somma gioia e la luce. Al di là del contesto liturgico i simboli associati alla Pasqua cristiana sono certamente le uova, che simboleggiano la vita che nasce e quindi la Resurrezione.
Si considera, infatti, che il guscio dell’uovo rimanda al sepolcro e la sua rottura all’evento della resurrezione. L’agnello, spesso rappresentato in dolci tradizionali, rappresenta Gesù, l'”Agnello di Dio” che si è sacrificato per la salvezza dell’umanità, richiamando anche la Pasqua ebraica.
C’è poi la colomba, segno di pace e riconciliazione tra Dio e gli uomini, spesso raffigurata con un ramoscello d’ulivo.







