Oggi 4 Aprile, Sabato Santo: il silenzio scende sulla terra, in attesa dell’evento più grande

Il Sabato Santo è il giorno del silenzio e dell’attesa del grande evento della Resurrezione del Signore. Tutto tace e si attende di gioire con il Cristo Risorto che ci ha salvati.

Sabato Santo
Sabato Santo – lalucedimaria.it

Oggi, 4 aprile, è Sabato Santo. Dopo aver celebrato la Passione, crocifissione e morte del Signore, ecco che è arrivato il tempo dell’attesa che si vive in modo silenzioso.

È il giorno in cui la Chiesa tace. Le campane non vengono suonate, gli altari delle chiese sono spogli e regna il silenzio. Non vengono celebrate Messe se non la sera, quando con la Veglia pasquale si festeggerà l’evento più grande della storia: la Resurrezione di Cristo.

Oggi 4 aprile: Sabato Santo, è tempo di attesa e di silenzio sull’esempio di Maria

Dopo il dolore del Venerdì Santo e prima della gioia della Pasqua, ci si ritrova il Sabato Santo come in un tempo sospeso. Il corpo di Gesù giace nel sepolcro, quindi il Santissimo Sacramento, adorato il giorno prima, rimane lì in un silenzio pieno di attesa.

In questo giorno non c’è nessuna celebrazione, niente discorsi. Vige solamente il silenzio e in esso, c’è da attendere, ciò che noi sappiamo è avvenuto dopo: la Resurrezione del Signore. Il silenzio e l’assenza, il senso di vuoto che domina questa giornata induce a varie riflessioni.

Certamente c’è un’apparente sconfitta, e si può dire che è il momento della fede pura, spogliata da ogni forma di consolazione. Il rimando nella vita di ogni uomo è a quando nella vita si attraversa il buio, le grandi prove in cui non si vede via d’uscita.

Il Sabato Santo, come in tanti momenti della vita di ciascuno, viene chiesto di credere in modo totale, senza vedere risultati, senza scorgere miracoli o realizzazioni compiute. Modello da seguire in questo è la Beata Vergine Maria, che non fugge via da ciò che incomprensibile, che non chiede spiegazioni, ma rimane, ferma e con la speranza nel cuore, anche quando sembra che tutto sia perso.

Gesù discende agli inferi

Dopo la morte e prima della Resurrezione Gesù discese agli inferi. È questo che si ricorda il Sabato Santo. Condividendo la condizione umana fino in fondo il Signore discese agli inferi, ma lo fa in modo vittorioso, come vincitore.

Liberò le anime dei giusti, come Adamo, Abramo, Mosè, i quali  attendevano la salvezza, e aprì loro le porte del cielo. Piena espressione della vittoria sul male, Gesù Cristo  ha portato la luce nel regno dei morti, sconfiggendo così completamente il potere della morte e del diavolo.

Come spiega il Catechismo della Chiesa Cattolica ai nn. 631-637, il Signore non è andato agli inferi per liberare i dannati né per distruggere l’inferno. Lo ha fatto per liberare i giusti che lo avevano preceduto, dando così compimento alla sua missione salvifica.

Questa discesa agli inferi di Gesù è considerata l’ultima fase della sepoltura e l’inizio della sua risurrezione. Si considera che il tempo che il Signore trascorse all’interno del sepolcro fu di circa 40 ore. Lo smarrimento e il disorientamento degli apostoli, che si rievoca pure in questa giornata, è colmato dalla gioia della Resurrezione che avviene con la celebrazione della Veglia pasquale, in cui si riconosce Cristo, Luce del mondo.