Oggi 27 aprile, Santa Zita: il miracolo del pane che si trasforma in fiori

Donna dotata di straordinaria pazienza, a Lucca, lavora per 12 anni come domestica presso una nobile famiglia del posto, ed è durante questo periodo che accade un fatto straordinario. 

E’ venerata come Santa Patrona della città di Lucca, ma stende la sua protezione anche su tutte le domestiche e le governanti.

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27 aprile: Zita, donna di pazienza

In questo ventisettesimo giorno del mese di aprile, la chiesa venera Santa Zita. Proveniente da una famiglia povera, originaria forse di Succisa, un paese nel comune di Pontremoli, vicino al Passo della Cisa, a soli dodici anni inizia a servire in casa della famiglia Fatinelli a Lucca. Secondo la tradizione devozionale si fa subito apprezzare dai poveri per la generosità e dalla famiglia Fatinelli per la dedizione al lavoro e la bontà d’animo.

La medesima tradizione narra la leggenda secondo cui, forse proprio perché invidiosa dell’affetto ricevuto da Zita, un’altra domestica dei Fatinelli avrebbe iniziato ad insinuare nella mente del capofamiglia il sospetto che Zita rubasse in casa ciò che donava ai poveri.

Il miracolo del pane che si trasforma in fiori

Un giorno il padrone, incontrando Zita con il grembiule gonfio mentre si sta recando da una famiglia bisognosa, le avrebbe chiesto cosa portasse; nonostante questo fosse pieno di pane, Zita avrebbe risposto che portava solo fiori e fronde e, sciolto il grembiule, sarebbero caduti, appunto, fiori e fronde.

La devozione per Zita, in “odore di santità“, cresce notevolmente per tutta la sua vita tanto che, alla sua morte, i fedeli di Lucca vollero che il suo corpo venisse sepolto nella basilica di San Frediano.

La tradizione riporta che sia rimasto incorrotto: tuttora è visibile – mummificato naturalmente – nella teca trasparente sotto l’altare della cappella ad essa dedicata, che fu della famiglia Fatinelli.

Preghiera a Santa Zita

O modello di pazienza e di mansuetudine, gloriosa mia patrona Santa Zita, che adempiendo con fedeltà i vostri doveri di stato, giungeste ad una grande santità, volgete ve ne prego uno sguardo d’amore sopra di me vostro devoto.

Impetratemi la grazia di potervi imitare nella pratica della virtù, rendetemi pronto nell’obbedire, amante del lavoro, contento della mia condizione, costante nei buoni propositi, mansueto nelle contraddizioni, sottomesso ai miei superiori.

Ispiratemi un amore fervente a Gesù ed a Maria, il disprezzo delle vanità del mondo, il coraggio e la prudenza per fuggire i pericoli, e fate che ricco di meriti venga un giorno a lodare Iddio con voi in Paradiso.

Amen.

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