Oggi 22 settembre: San Fiorenzo | Il Santo eremita che opera prodigi

Eremita e sacerdote, San Fiorenzo si ritira su un monte dove fonderà un monastero. Operatore di prodigi, morirà in tarda età. 

Secondo la tradizione Fiorenzo era fratello di san Floriano di Lorch, il santo martire invocato contro gli incendi (mentre Fiorenzo invece viene invocato per proteggere dalla febbre).

San Fiorenzo
Statua di San Fiorenzo – photo web source

Il fratello Floriano era un soldato, veterano delle legioni romane. Riarruolato a forza per eseguire le decimazioni contro i cristiani della legione Tebea, Floriano si rifiuta. Anche lui era segretamente cristiano.

Dopo averlo interrogato e torturato lo uccidono gettandolo nel fiume Anesius (Enns, nell’attuale Austria) con una macina di pietra legata al collo, si dice verso il 304.

In fuga verso la Gallia

Fiorenzo riesce invece a fuggire in Gallia, dove riceve l’ordinazione sacerdotale. Si ritira poi a fare vita eremitica sul Monte Glonna, l’altura che domina la valle della Loira e il fiume omonimo. Più precisamente, il Monte Glonna si trova tra Angers e Nantes.

È in cima a questo monte che che il santo eremita fonda, nel IV secolo, un monastero. Ben presto Fiorenzo viene circondato da discepoli che vogliono imitare il suo esempio e si ritrova a capo di una comunità religiosa. La tradizione lo descrive come operatore di prodigi e dalla lunga vita (si dice addirittura sia vissuto più di 120 anni, ma è pressoché impossibile verificare la fondatezza storica di questa notizia).

Nel corso dei secoli il monastero viene abbandonato. Carlo Magno ne farà una fortezza contro i predoni bretoni che però riescono a incendiarla nell’845. Gli invasori normanni la raderanno poi completamente al suolo. Più avanti il monastero ritornerà però agli antichi splendori.

Nel XVI il monastero fondato da San Fiorenzo sul Monte Glonna è conosciuto come Saint-Florent-le-Vieil. Durante la Rivoluzione francese, diventerà il punto di partenza e uno dei centri nevralgici della resistenza dei contadini cattolici alle leggi antireligiose dei giacobini. Una resistenza passata alla storia come la “guerra della Vandea”. Tanto che uno dei generalissimi vandeani, Bonchamps, è stato sepolto nell’abbazia.

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