Sono due Santi uomini di Dio, rispettivamente sacerdote ed esorcista. Secondo alcuni scritti, sono stati condannati a un terribile morte e a scavarsi la fossa da soli, ma c’è stata una pia donna che ha fatto qualcosa di grande per loro.
Muoiono durante la persecuzione di Diocleziano. Il luogo dove verranno sepolti verrà, poi, chiamato, “Selva Candida”.
In questo secondo giorno del mese di giugno, la chiesa venera i Santi Marcellino e Pietro. Rispettivamente presbitero ed esorcista della Chiesa romana, sono venerati “ab antiquo” come santi dalla Chiesa cattolica.
Secondo la passio scritta da Papa Damaso I, i due vengono condotti in un luogo chiamato Selva Nera (poi ribattezzato Silva Candida, sulla via Cornelia) e decapitati dopo essere stati sottoposti a varie torture. I loro corpi sarebbero stati ricomposti dalla matrona Lucilla e deposti nelle catacombe “Ad Duas Lauros” (oggi a Torpignattara), sulla via Labicana.
Sul luogo della loro sepoltura, Papa Siricio fa erigere una basilica, detta appunto Basilica dei Santi Marcellino e Pietro, poi divenuta anche sede di titolo cardinalizio.
Le loro reliquie vengono inviate in Francia da Papa Gregorio IV e vengono poi traslate nell’abbazia di Seligenstadt sul Meno, presso Magonza. Non tutte le reliquie di San Marcellino sono state portate in Germania.
Una porzione del cranio attribuito a San Marcellino è donato nel 1641 a Piedimonte Matese, e l’anno dopo la dona alla Chiesa di Santa Maria Maggiore. L’Università di Piedimonte lo elegge patrono nel 1643 ed il 26 agosto 1645 Papa Urbano VIII lo proclama ” Avvocato e difensore dei piedimontesi presso Dio”.
O Signore,
che ogni anno ci allieti con la solennità
dei tuoi martiri gloriosi Marcellino e Pietro,
fa’ che il loro esempio ci infiammi sempre al bene.
Amen
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