Uomo di Chiesa, pieno di povertà e ricco di sollecitudine apostolica. È nota la sua lotta contro le dottrine eretiche in voga nei primi secoli della Chiesa, in particolare quelle diffusa nell’Africa del nord.
Pontefice solo per pochi anni, ma che introduce una importante innovazione per i sacerdoti e per i diaconi.
In questo diciannovesimo giorno del mese di dicembre, la chiesa venera Sant’Anastasio I. Della nobile famiglia De Massimi, edifica a Roma la Basilica Crescenziana, individuata oggi in San Sisto Vecchio.
Sempre il “Liber pontificalis” gli attribuisce il decreto con cui dispone che i preti debbano ascoltare in piedi il Vangelo letto dai diaconi. La misura potrebbe essere stata dettata dalla necessità di attenuare gli attriti che esistono tra i due ordini ecclesiastici.
Combatte con energia il donatismo nelle provincie settentrionali dell’Africa. Nel 399 gli amici di San Girolamo si adoperano per ottenere dal Papa una formale condanna dell’origenismo.
Tra le persone a lui vicine ci sono Sant’Agostino d’Ippona, San Girolamo, e San Paolino di Nola. Girolamo ne parla come di un uomo di grande santità, che è ricco nella sua povertà.
O Signore Onnipotente ed Eterno,
noi supplichiamo la Vostra Immensa Bontà di venirci in soccorso affinché,
per i grandi meriti di Sant’Anastasio, ogni paura,
ogni timore, ogni angoscia sia debellata dalla sua santa benedizione;
fate o Signore che i demoni del terrore siano messi in fuga
e che tutti i malefici e i flagelli da essi causati cessino all’istante,
e che infine gli Angeli della Pace ci custodiscano fedelmente.
Per Gesù Cristo Nostro Signore. E così sia.
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