Oggi 14 dicembre: San Giovanni della Croce | Il più grande mistico di tutti i tempi

San Giovanni della Croce, piccolo grande frate, dall’aspetto minuto e tozzo, figlio di contadini, diventerà il più grande mistico cristiano.

Decisivo per lui l’incontro con la riformatrice del Carmelo Santa Teresa d’Avila. Sarà anche un finissimo poeta spirituale, oltre che un grandissimo santo.

San Giovanni della Croce
San Giovanni della Croce – photo web source

Giovanni della Croce, come passerà alla storia l’uomo nato col nome di Juan de Yepes y Alvarez, nasce a Fontiveros, presso Avila nel 1542. A vent’anni entra in un noviziato carmelitano e completa la sua formazione teologica e filosofica presso la celebre università di Salamanca.

Tra i carmelitani però si trova sempre più a disagio per via della rilassatezza e dell’incuria penetrate nel convento. Al punto che, non appena ricevuta l’ordinazione sacerdotale, pensa di farsi certosino: la vita austera di quei monaci sembrava più confacente al suo temperamento, quello di un’anima attirata dalle attratto dalle profondità
dello spirito e dalle vette della mistica.

L’incontro della vita

È proprio in questo periodo travagliato dall’incertezza che fa l’incontro fondamentale della sua esistenza: quello con Teresa d’Avila, la pasionaria della mistica, monaca straordinaria che, grazie alla forza e all’intraprendenza che la contraddistinguevano, aveva lanciato
la riforma dei monasteri delle suore carmelitane, anch’essi scivolati lungo il piano inclinato della rilassatezza.

Teresa d’Avila ha le idee chiare: vuole allargare la riforma anche al ramo maschile dell’Ordine e trova in quel giovane (Giovanni ha 25 anni e lei 52) un entusiasta sostenitore del suo progetto. Tra i due l’intesa è subito totale.

Poco tempo dopo quel giovane carmelitano – che nel frattempo ha preso il nome di Giovanni della Croce – fonda a Duruelo il primo convento dei carmelitani riformati. È il primo passo della riforma che trascinerà l’intero Ordine. «Per poter gustare tutto — dice ai suoi monaci — non prendete gusto a nulla. Per possedere tutto, non vogliate possedere nulla. Per essere tutto, non vogliate essere nulla. Per sapere tutto, cercate di non sapere
nulla».

Voci e persecuzioni

La serietà dei suoi propositi e la severità di vita gli procureranno numerosi contrasti, una viva ostilità e anche le feroci calunnie dei carmelitani più «rilassati» che considerano  santa Teresa d’Avila una «donna inquieta e vagabonda» e bollano Giovanni della Croce come un «religioso disubbidiente, ribelle e contumace».

Per questo Giovanni finirà perfino nel carcere conventuale di Toledo dove, nel martirio corporale e nelle «notti dello spirito», riesce a raggiungere quell’unione mistica che poi canterà e illustrerà nelle sue opere.

Dopo essere uscito dal carcere si lancia in un periodo di intensa  e feconda attività apostolica e dottrinale. Diventa rettore del collegio di Jaén e poi di Baeza. Infine sarà priore di Granada. Direttore spirituale di molte suore carmelitane, fonda diversi conventi della riforma. In questo periodo compone le sue quattro opere più famose: La salita del monte Carmelo; la Notte oscura, il Cantico spirituale e Fiamma viva d’amore.

Un grande maestro spirituale

Diventa un grande maestro spirituale in grado di condensare in brevi densissimi pensieri il nuovo ideale di vita monastica, che ispirerà moltissime anime consacrate, non soltanto carmelitane: «Non far cosa, né dir parola importante — si legge in uno di questi — tale che Cristo non farebbe e non direbbe, se si trovasse nello stato in cui sei tu, e avesse l’età e la salute che hai tu»; «Non chiedere altro che la croce, e precisamente senza consolazione, perché questo è perfetto»; «Rinnega i tuoi desideri e troverai ciò che il tuo cuore desidera»; «Signore — prega — non chiedo che di patire con voi. E che io sia disistirnato e considerato nulla».

Disistima e scarsa considerazione che proverà sulla sua pelle. Al punto che nel 1591, dopo essere stato privato di ogni carica e amareggiato per le incomprensioni, si ritira a Ubeda. Qui lo colpisce una terribile periostite ad una gamba che lo costringe a subire interventi che sono un vero calvario per lui. Ma anche da morente, aggredito da dolori atroci, Giovanni trova la forza di dire: «Non è niente, conviene che sia così».

Muore nel 1591. Nel 1726 viene canonizzato e nel 1926 è proclamato dottore della Chiesa. I suoi scritti, pubblicati dopo la sua morte lo isseranno al vertice della mistica cristiana.

San Giovanni della Croce
San Giovanni della Croce – photo web source

Preghiera a San Giovanni della Croce

O amabilissimo San Giovanni della Croce, anima eccelsa irradiata dalla luce di Dio, proteggi le nostre povere anime, preoccupate dai beni terreni, e insegnaci la via stretta e ardua che conduce al Monte del Signore. Fa’ che comprendiamo il valore delle realtà divine, e la fragile labilità di tutte le cose umane. Tu che sei il padre degli spirituali, il patrono dei mistici, il maestro della contemplazione e la guida alle più sublimi forme di orazione, infondi energia e slancio al nostro spirito, affinché, con l’aiuto della grazia impariamo ad amare Dio sulla terra per poi giungere a goderlo eternamente nella patria beata del Regno. Amen.

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