Oggi 1 aprile, Mercoledì Santo: Giuda tradisce il Figlio di Dio per trenta monte d’argento

Nel giorno del Mercoledì Santo si ricorda il tradimento di Giuda. È l’atto che conduce al compiersi della Passione e morte del Signore Gesù Cristo.

Mercoledì Santo
Mercoledì Santo – lalucedimaria.it

La Settimana Santa prosegue con il Mercoledì Santo, oggi 1 aprile, in cui la liturgia si concentra sul tradimento di Giuda Iscariota. L’amarezza aumenta perché Gesù viene tradito proprio da uno dei suoi.

Era un amico e anche un apostolo, masi trasforma in un nemico. Già nel Vangelo di ieri, Martedì Santo, si legge di Gesù che preannuncia di venir tradito, come narra il testo di Matteo 26,14-25. 

Oggi 1 aprile: Mercoledì Santo, il giorno del tradimento di Giuda che per pochi denari compie l’atto più grave

Il mercoledì prima della sua morte Gesù si trovava a Betania in casa di Simone il lebbroso. Dopo aver detto che che sarebbe stato tradito da uno dei suoi discepoli, quello che avrebbe intinto con lui il boccone nel piatto, avvenne il tradimento.

Giuda andò via e come ci riporta il Vangelo “Satana entrò in lui. Abitato dal male agisce di conseguenza e compie l’atto più grave, tradire il Figlio di Dio.

Così Giuda andò al Sinedrio e offrì di consegnare loro Gesù in cambio del denaro. Gli vengono date trenta monete d’oro per fare in modo che Gesù cada nelle loro mani.  “Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù” riporta infatti il Vangelo.

L’Amore tradito da ogni uomo

Il tradimento di Giuda rappresenta il tradimento di ogni uomo. Ogni volta che si commette un peccato si tradisce Dio che è Amore. Si considerano le motivazioni che hanno indotto il discepolo a tradire.

Il tradimento di Giuda viene attuato per trenta denari d’argento, ma non è mero attaccamento ai beni materiali, origina anche da una sua profonda delusione, poiché  si aspettava un Messia politico forte, non un Dio che agisce con mitezza e che predica mansuetudine.

Giuda Iscariota identificherà Gesù con un bacio nel giardino del Getsemani, trasformando un gesto di affetto in un segno di consegna a coloro che lo faranno mettere a morte.

La figura di Giuda esprime la sua rabbia interiore e riflette il tradimento che l’uomo compie verso Dio quando mette se stesso al primo posto e vivere secondo la mentalità del mondo. Si dà anche un’interpretazione del gesto di Giudain chiave moderna come rappresentante dell’incapacità dell’uomo di accettare un Dio diverso dalle proprie aspettative.

Il momento delle tenebre

Il Mercoledì Santo è chiamato anche “Mercoledì delle spie“. Il termine “spia”, infatti, significa “agguato, imboscata, trappola”, quello che GIuda tende a Gesù. Inoltre, si considera che tra i discepoli, Giuda era  clandestinamente una spia.

A questo giorno è associatoa nche il concetto di tenebre, quelle che proprio con il tradimento metaforicamente incalzano sulla vita del Signore. L’oscurità sembra dominare e rivestirà gli eventi. Nella liturgia preconciliare a questo proposito c’era il rito delle Tenebre.

Consisteva nel canto della Liturgia delle Ore per gli ultimi tre giorni di Quaresima. In ogni giorno di Tenebrae (Mercoledì Santo, Giovedì Santo e Venerdì Santo) veniva acceso uno speciale candelabro triangolare chiamato “Saetta” che tradizionalmente regge 15 candele.