Nuovo DPCM: con Draghi cosa cambia? L’Italia attende risposte

Il cambio di Governo pone agli italiani alcuni interrogativi: cosa accadrà dopo il 15 febbraio, che cosa ci dobbiamo aspettare dal nuovo consiglio dei ministri?

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Dal divieto di spostarsi fra Regioni, anche gialle, alla riapertura degli impianti da sci. Sono solo alcune delle principali scadenze in programma il 15 febbraio alle quali, il nuovo Governo Draghi, dovrà dare risposte certe.

L’Italia verso il 15 febbraio

L’Italia si appresta ad avere un nuovo Governo guidato, questa volta, da Maria Draghi. Se da un lato c’è questo cambio così repentino, dall’altro invece c’è la fatidica data del 15 febbraio. In questa giornata, infatti, scadrebbe il divieto di spostamento fra Regioni (anche quelle di fascia gialla) e si dovrebbe conoscere l’esito, positivo o negativo che sia, sulla riapertura degli impianti sciistici.

Questo è il primissimo impegno che attende il nuovo esecutivo. In base sempre all’andamento della curva dei contagi, a breve si conoscerà anche un eventuale cambio di fascia di colore delle Regioni (sulla base anche dell’indice Rt registrato in settimana). Ma gli occhi sono puntati anche su venerdì 5 marzo, data in cui scadrà il Dpcm del 14 gennaio e con esso l’impianto del decreto stesso.

Il presidente del Consiglio incaricato con riserva (riserva che scioglierà solo dopo l’incontro con tutte le parti politiche) ha dichiarato: “La situazione richiede risposte all’altezza. Sono fiducioso che emerga unità tra le forze politiche”. Ma come gestirà Draghi l’emergenza Covid in Italia? È questo ciò che si stanno chiedendo i cittadini.

Cosa farà il nuovo governo Draghi con le misure restrittive?

Per la data del 15 febbraio, è possibile che il governo sia stato varato anche se magari non avrà ancora ricevuto la fiducia in una delle due camere. Il divieto di spostamento tra Regioni è stato sancito dal decreto legge 14 gennaio 2021 n. 2 e poi nel Dpcm 14 gennaio. Per confermarlo, il governo Draghi in arrivo, in teoria, dovrebbe utilizzare gli stessi strumenti legislativi.

A breve, in base all’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, si conoscerà e si deciderà sulle aree per Bolzano, Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria (ora in fascia arancione). Quindi i territori che puntano alla zona gialla si dovranno attenere alle decisioni dell’esecutivo in carica ma dimissionario.

Per le altre regioni che sono in fascia gialla, al momento, non dovrebbero esserci ulteriori cambiamenti. Le misure restrittive resteranno in vigore fino a lunedì 15 febbraio.

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Il rischio assembramenti in zona gialla

Ed ecco che ritorniamo al 15 febbraio. In molte regioni, attualmente in fascia gialla, o che ci sono entrate da poco, il rischio assembramenti si è fatto più alto. Hanno riaperto le scuole, i mezzi pubblici riprendono ad esser popolati. Al momento, nessun territorio è in zona rossa, ma quella che è, invece, più ambita, è la zona “bianca”, ma nessuna Regione ancora vi è entrata.

Le Regioni “a colori” dureranno, come abbiamo specificato, fino al 15 febbraio, ma è probabile che si arrivi anche al 5 marzo. Poi sarà necessario un nuovo decreto per disciplinare le restrizioni, oppure adottare altri sistemi. Lo stato di emergenza è invece stato prorogato fino al 30 aprile.

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Una situazione ancora del tutto incerta che lascia spazio a tante ipotesi. Dobbiamo attendere lo scioglimento della riserva da parte di Draghi e il suo insediamento per capire cosa accadrà.

ROSALIA GIGLIANO

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