In questi nove giorni, che precedono la celebrazione del dogma dell’Immacolata Concezione, vogliamo farci accompagnare dalle riflessione dell’umile, quanto incisivo, Vescovo, che amava farsi chiamare semplicemente don Tonino Bello.
Così, alla divinità di Maria, concepita senza peccato e partoriente senza aver conosciuto uomo, per mezzo dello Spirito Santo, potremo attribuire quegli appellativi. Essi sono citati da don Tonino Bello nei suoi scritti e la rendono anche mamma, sorella, amica, donna di ogni epoca, insomma una di noi, anche se prescelta da Dio, per il più grandioso dei progetti.
Don Tonino Bello definisce “Maria, donna innamorata”:
“Io non so se ai tempi di Maria si adoperassero gli stessi messaggi d’amore, teneri come giaculatorie e rapidi come graffiti, che le ragazze di oggi incidono furtivamente sul libro di storia o sugli zaini colorati dei loro compagni di scuola. Penso, però, che, se non proprio con la penna a sfera sui jeans o con i gessetti sui muri, le adolescenti di Palestina si comportassero come le loro coetanee di oggi.
Con “stilo di scriba veloce” su una corteccia di sicomoro o con la punta del vincastro sulle sabbie dei pascoli (…).
Una sera, un ragazzo di nome Giuseppe prese il coraggio a due mani e le dichiarò: “Maria, ti amo”. Lei gli rispose, veloce come un brivido: “Anch’io”. E nell’iride degli occhi le sfavillarono, riflesse, tutte le stelle del firmamento. Le compagne, che sui prati sfogliavano con lei i petali di verbena, non riuscivano a spiegarsi come facesse a comporre i suoi rapimenti in Dio e la sua passione per una creatura (…).
Santa Maria, donna innamorata, roveto inestinguibile di amore, noi dobbiamo chiederti perdono per aver fatto un torto alla tua umanità. Ti abbiamo ritenuta capace solo di fiamme che si alzano verso il cielo, ma poi, forse per paura di contaminarti con le cose della terra, ti abbiamo esclusa dall’esperienza delle piccole scintille di quaggiù. Tu, invece, rogo di carità per il Creatore, ci sei maestra anche di come si amano le creature. Aiutaci, perciò, a ricomporre le assurde dissociazioni con cui, in tema di amore, portiamo avanti contabilità separate: una per il cielo (troppo povera in verità) e l’altra per la terra (ricca di voci, ma anemica di contenuti)”.
Ascolta, o prediletta da Dio, l’ardente grido che ogni cuore fedele innalza verso di te. Chinati sulle nostre piaghe doloranti. Muta le menti dei malvagi, asciuga le lacrime degli afflitti e degli oppressi, custodisci il fiore della purezza nei giovani, proteggi la Chiesa santa, fa’ che gli uomini tutti sentano il fascino della cristiana bontà.
Accogli, o Madre dolcissima, le nostre umili suppliche e ottienici soprattutto che possiamo un giorno ripetere, dinanzi al tuo trono, l’inno che si leva oggi sulla terra, intorno ai tuoi altari: tutta bella sei, o Maria! Tu gloria, tu letizia, tu onore del nostro popolo. Amen. 3 Ave.
Leggi anche: Novena all’Immacolata Concezione – ottavo giorno
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