Finisce nella più triste rassegnazione, la storia di Charlie Gard, il piccolo inglese di 11 mesi che ha mobilitato il mondo.
“E’ tempo che vada e che stia con gli angeli”, “Non vivrà fino al suo primo compleanno”, ha detto il padre Chris in lacrime, poiché oramai è passato troppo tempo, perché, la cura sperimentale che aspettavano di offrire al piccolo, quella negata dai tribunali, ma sostenuta dal Bambin Gesù e da altri dottori degli USA, possa essere efficacemente applicata.
La battaglia finisce così, con una resa, ma non lo è stata in realtà: Connie e Chris Gard hanno dato filo da torcere, legalmente parlando, al Great Ormond Street Hospital di Londra e ai suoi medici, alle Corti inglesi e a quella di Strasburgo per i Diritti Umani, che, sin da subito, aveva decretato la condanna a morte del piccolo, per eutanasia.
Hanno lottato con amore, più che potevano, mentre anche il Dipartimento di Stato Usa aveva offerto un permesso permanente a Charlie, per tentare la cura alla sua malattia neurovegetativa rarissima; mentre anche il Santo Padre si era fatto sentire ed aveva sollecitato il Bambin Gesù a spalleggiarlo; mentre tutti noi pregavamo per lui; mentre in tutto il mondo comparivano post con cartelli, che si appellavano al rispetto per la vita, al rispetto per Charlie.
Purtroppo, gli ultimi esami hanno scelto per tutti: un elettroencefalogramma, una risonanza magnetica al cervello e un’altra al corpo del bambino (fatti su richiesta dell’équipe del neurologo Michio Hirano, responsabile della terapia sperimentale) hanno dato esiti non buoni.
Quindi, oggi, alle ore 14.30, il legale dei Gard ha parlato in aula, a loro nome, per l’ultima volta, dicendo: Basta così!. “E’ troppo tardi per tentare il trattamento sperimentale richiesto da mesi, è troppo tardi per Charlie.”.
Il processo sul caso Gard si chiude prima del verdetto e saranno i genitori ora a proporre all’ospedale le modalità da tenere con Charlie.
Charlie morirà, per colpa della burocrazia, quindi, per colpa di un Sistema Sanitario che impedisce a due genitori amorevoli di decidere delle cure e della salute del proprio figlio.
Charlie morirà per la legge sull’eutanasia e per l’aridità di chi ha voluto farla rispettare, contro il parere degli interessati.
La buona morte ha avuto la sua vittima: si chiamava Charlie Gard e aveva solo 11 mesi.
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