Dal cuore dell’Asia giunge l’eco di una fede incrollabile: il Papa volge lo sguardo a Nostra Signora di Oura, rendendo omaggio a quel ‘miracolo d’Oriente’ che continua a illuminare il cammino di migliaia di fedeli tra storia e profezia.

A Nagasaki sorge la chiesa di Oura, ufficialmente Basilica dei ventisei santi martiri del Giappone. Quella che è considerata la più antica chiesa giapponese fu costruita sulla collina che domina il porto della città divenuta tristemente nota per il bombardamento atomico del 9 agosto 1945. Al tempo erano ancora in vigore le leggi che mettevano al bando la religione cristiana.
Le leggi anticristiane furono abolite nel 1873 ma solo al termine di una lunga lotta. Di fatto le persecuzioni contro i cattolici giapponesi sarebbero cessate soltanto nel 1899 su pressione delle potenze occidentali. Era il 1863 quando due sacerdoti francesi appartenenti alla Società per le missioni estere di Parigi, i padri Louis Furet e Bernard Petitjean, arrivarono a Nagasaki.
I due missionari erano stati incaricati di costruire una chiesa dedicata ai Ventisei Martiri del Giappone crocifissi nel 1597 per ordine di Toyotomi Hideyoshi. La chiesa fu terminata nel 1864. Il 17 marzo 1865, poco dopo il completamento della chiesa, padre Petitjean si accorse che davanti all’edificio si erano raccolte una quindicina di persone.
La commovente devozione giapponese a Nostra Signora di Oura
Il gruppetto chiese al missionario di aprire le porte della chiesa. Mentre il sacerdote si inginocchiava presso l’altare, un’anziana donna del gruppo gli si avvicinò e gli disse: «Sentiamo nei nostri cuori ciò che sentite voi. Dov’è la statua della Vergine Maria?». Davanti al volto stupito del sacerdote, la donna chiese con insistenza dove fosse «Mariasama» («Signora Maria», secondo una formula che esprime grande reverenza e rispetto).
Il sacerdote le portò l’altare della Vergine Maria. Nel vedere il bambino tra le braccia della Madre, la donna disse che si trattava di «Jesussama». Per assicurarsi di parlare con un vero prete cattolico, i nativi gli chiesero se fosse celibe, se il suo capo risiedesse a Roma e se onorasse la Vergine Maria.
Padre Petitjean rispose affermativamente a ognuna delle tre domande, confermando di essere effettivamente un sacerdote cattolico. Solo a quel punto l’anziana gli rivelò che nella zona c’erano 1.300 cristiani clandestini. Spiegò anche che erano da poco entrati nel «periodo triste» (la Quaresima) e come fossero soliti celebrare la nascita di Gesù il venticinquesimo giorno del «mese freddo» (dicembre).

La donna, di nome Elizabeth Tsuru, era un’ostetrica di Hamaguchi. Il missionario francese venne a sapere che queste persone entrate in chiesa a rischio della vita venivano dal vicino villaggio di Urakami. Erano «Kakure Kirishitan» (cristiani nascosti), i discendenti dei primi cristiani giapponesi che si erano nascosti dopo la rivolta di Shimabara del 1630, quando 37.000 cattolici furono uccisi durante la sollevazione contro la feroce persecuzione dello shogunato Tokugawa.
Amakusa Shirō, leader degli insorti, fu decapitato e l’oppressione anticristiana si inasprì ancora di più. Padre Petitjean scoprì così che per secoli la fede in Giappone si era tramandata nella clandestinità. I fedeli avevano mantenuto la loro devozione a Maria per 250 anni malgrado plurisecolari persecuzioni.
Papa Pio IX celebra il «miracolo d’Oriente»
In Giappone questo evento è commemorato come la festa di “Nostra Signora della scoperta dei cristiani nascosti del Giappone”. Maria è festeggiata come protettrice dei fedeli nascosti del Giappone. Dalla Francia – dove nel 1858 la Madonna era apparsa a Lourdes – venne importata una statua in marmo bianco della Vergine Maria. Fu collocata nella chiesa per ricordare questo importante fatto.
Un bassorilievo in bronzo nel cortile sottostante la chiesa mostra la memorabile scena della scoperta di Petitjean. In breve tempo, decine di migliaia di cristiani clandestini uscirono dall’ombra nella zona di Nagasaki. La notizia arrivò fino a papa Pio IX, che lo definì «il miracolo d’Oriente». Col tempo la chiesa fu ampliata e realizzata in mattoni, anziché in legno come in origine.
Nel 1927 la chiesa di Oura fu elevata a cattedrale. Durante la Seconda guerra mondiale fu danneggiata dalla bomba atomica ma la relativa distanza dall’ipocentro evitò il crollo e l’incendio. Designata Tesoro Nazionale del Giappone nel 1953, nel 2016 la Santa Sede le ha concesso lo status di basilica minore. Nel 2018 è diventata anche patrimonio mondiale dell’Unesco.
Preghiera alla Madonna
Docili all’invito della tua voce materna, o Vergine Immacolata di Lourdes, accorriamo ai tuoi piedi presso la grotta, ove Ti degnasti di apparire per indicare ai peccatori il cammino della preghiera e della penitenza e per dispensare ai sofferenti le grazie e i prodigi della tua sovrana bontà.
O candida Visione di Paradiso, allontana dalle menti le tenebre dell’errore con la luce della fede, solleva le anime affrante con il celeste profumo della speranza, ravviva gli aridi cuori con l’onda divina della carità. Fa’ che amiamo e serviamo il tuo dolce Gesù, così da meritare la felicità eterna. Amen.







