Nostra Signora del Buon Consiglio, la troviamo anche nella chiesa di Genazzano (Roma), dove la devozione racconta una leggenda molto particolare.
Secoli fa, la chiesa del paese doveva essere restaurata, ma gli abitanti del luogo non avevano la possibilità di farlo. Dunque, utilizzarono l’unico mezzo a loro disposizione, per ottenere il necessario: la preghiera incessante.
Era il 25 Aprile del 1467. Durante la festa di San Marco, gli abitanti, che si erano riuniti per celebrare il Santo, udirono una musica e, subito dopo, videro una nuvola, che si poggiò sul muro della chiesa.
Quando la nuvola svanì, al suo posto apparve un’immagine della Madonna.
Cosa era accaduto? Secondo il racconto, una Terziaria Agostiniana, Petruccia di Ienco (oggi Beata), che aveva speso tutto quello che possedeva per restaurare la chiesa della Madonna del Buon Consiglio, era stata derisa dai suoi concittadini, poiché non era riuscita a concludere l’impresa. Aveva replicato: “Non vi preoccupate, figlioli miei, prima che io muoia, la Beata Vergine e Sant’Agostino porteranno a termine i lavori della chiesa stessa”.
Intanto, i turchi invasero l’Albania, precisamente la città di Scutari.
Accadde, dunque, che, quel giorno, un affresco della Madonna con il Bambino si staccò dal muro della Basilica della città, per non finire in macerie, proprio sotto gli occhi di alcuni devoti, che confermarono di aver visto quella effige volare, trasportata dagli Angeli.
Loro la seguirono, poi, fino a Genazzano.
Quell’evento portò con se guarigioni e miracoli, nonché tante offerte per la ricostruzione della chiesa, come la Beata Petruccia aveva predetto.
Beatissima Vergine Maria, purissima Madre di Dio, fedele dispensatrice di tutte le grazie, deh!, per l’amore del vostro divin Figliolo, illuminate la mia mente ed assistetemi coi vostri consigli, sicché possa vedere e volere ciò che debbo fare, in ogni circostanza della vita.
Spero, o Vergine Immacolata, di ricevere, per la vostra intercessione, questo celeste favore; dopo Dio, ogni mia confidenza è in voi riposta.
Nel timore però che i miei peccati possano impedire l’effetto alla mia preghiera, li detesto quanto posso, perché dispiacciono infinitamente al vostro Figlio.
Mia buona Madre, io vi domando questa cosa sola: cosa debbo fare?
Antonella Sanicanti
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