Non sempre l’obbedienza è cieca

 

 

 

Don Andrea Mancinella si è voluto esprimere in una lettera aperta a tutti i fedeli sulle recenti diatribe legate all’Amoris Laetitia. Sappiamo che dalla redazione del documento la curia si è divisa in due fazioni una in favore del Papa e l’altra che ne contesta le decisioni in quanto contrarie alla legge divina.

 

L’intervento di Don Mancinella non vuole aggiungere l’ennesima opinione a riguardo (le varie ragioni sono state ampiamente dibattute) ma spiegare ai fedeli come l’opposizione alle decisioni del Papa non sono solo obbligo dei Cardinali, ma anche dei fedeli. I difensori di Papa Francesco obbiettano alle critiche facendo riferimento a tre argomenti: l’infallibilità del Papa, l’obbedienza dovuta al Vicario di Cristo e il Concilio Vaticano II.

 

Queste tre obbiezioni, spiega Don Mancinella, sono soggette a determinati criteri che non sono applicabili alla discussione contemporanea, riguardo all’infallibilità papale egli dice che è applicabile solo in due casi:

 

1-Quando egli definisce solennemente, ex Cathedra, una verità di fede o di morale.

 

2- Quando enuncia una verità che è state sempre creduta e sostenuta dalla Chiesa.

 

Il primo punto, continua il Sacerdote, non è mai stato soddisfatto da nessuno degli ultimi Papi, nemmeno durante il Concilio Vaticano secondo. Mentre le nuove idee proposte durante il seguente concilio e sviluppate negli anni dai Papi non fanno parte di verità da sempre credute e sostenute dalla fede, il che implica di per se stesso che l’infallibilità non è applicabile ne all’Ecumenismo ne alle nuove direttive sui sacramenti.

 

Il rispetto per la volontà del Papa e per le sue decisioni non deve mancare mai, ma la cieca obbedienza è un’altra cosa, cosa accadrebbe se un Vicario di Cristo avesse totale obbedienza e professasse un credo che va contro alle leggi divine? Riguardo alle novità conciliari o di magistero Don Mancinella afferma: “ Le suddette novità del Magistero dei Papi “conciliari”, infatti, sono dottrine già esplicitamente e ripetutamente condannate dal precedente e costante Magistero della Chiesa. E neppure il Papa o un Concilio ecumenico possono legittimamente ordinare ai fedeli di accettare ciò che la Chiesa stessa, per bocca di una lunga serie di Papi e di Concili, ha già giudicato e condannato (autorevolmente) ufficialmente come errore e male”.

 

Riguardo alle decisioni del Concilio Vaticano II si è già detto sopra che non sono vincolanti, ma per maggiore chiarezza il Sacerdote cita sia Paolo VI, il quale ha detto: “ Il Concilio Vaticano II, ha evitato di dare definizioni dogmatiche solenni, impegnanti l’infallibilità del magistero ecclesiastico”, sia Ratzinger che a riguardo si è espresso in tale maniera: “Lo stesso Concilio (Vaticano II) non ha definito nessun dogma ed ha voluto in modo cosciente esprimersi ad un livello più modesto, meramente come Concilio pastorale”.

 

L’argomentazione di Don Mancinella è chiara e precisa e sprona i fedeli ad avere un approccio critico alla politica applicata da ciascun Papa invece di un ossequioso consenso privo di riflessione