Non respingiamo l’aiuto degli Angeli.

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La Bibbia è molto chiara quando parla della costante attività degli angeli a servizio dei credenti. Adesso desidero spiegarvi come sia possibile far intervenire il proprio angelo perché operi a nostro favore in ogni circostanza. “ Egli ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi” ( Sal 90,11). Il Signore è generoso, mai avaro, e ci offre la protezione dei suoi angeli; non dobbiamo nutrire alcun dubbio in proposito. “ Ma bisogna  chiedere con fiducia, senza dubitare. Chi dubita è come un’onda del mare mossa dal vento, sospinta qua e là. Un uomo simile, indeciso e incoerente in tutto quel che fa, non si illuda di ricevere qualcosa dal Signore” ( Gc 1,6-8). E’ questa la sfida. Se il Signore vi promette la protezione dei suoi angeli, ci credete, anche senza vederli? Per aiutare la persona che crede, Dio lascerà in disparte tutti gli altri. Egli non fa preferenze di persone: ci sono solo quelli che credono e quelli che dubitano. …

Quindi la prima chiave per permettere agli angeli di intervenire è credere che Dio darà loro ordine di prendersi cura di noi. Gli angeli sono stati incaricati da Dio per aiutarci. ciò significa che hanno la responsabilità di occuparsi personalmente di noi per quel che riguarda ogni particolare della nostra vita. Quando i demoni di Satana ci attaccano, gli angeli sono con noi per salvarci. Quando scacciano i demoni nel nome di Gesù, gli angeli entrano in azione a nostra difesa. Essi si prendono cura di noi e ci proteggono dal pericolo, dalla morte e dalla malattia in ogni istante. Quindi non soltanto in qualche occasione, ma sempre. Derek Prince, nel suo libro sul digiuno e la preghiera, racconta di come durante la seconda guerra mondiale i soldati cercassero in ogni modo di far parte della sua pattuglia, perché nessuno dei suoi uomini veniva mai ucciso durante gli scontri. Tornavano sempre tutti sani e salvi. La sua pattuglia era il posto più sicuro. Perché? In quanto credente, Derek Prince digiunava, pregava e credeva nella protezione divina. Dio mandava a lui agli uomini che erano con lui i suoi angeli per proteggerli dal male. Mia moglie ed io pregavamo Dio perché ci facesse avere un’automobile decente. La nostra Saab era ormai fuori uso. In passato avevamo già ricevuto in dono delle automobili, che chiamavamo le nostre “ macchine della fede”. Quella volta, però, le cose dovevano andare diversamente. Questo nuovo regalo sarebbe stata la nostra “ automobile della misericordia”. Devo ammettere che dovemmo lottare per credere. Nessuno di noi si intende di automobili: sappiamo solo dove mettere la benzina! Pregavamo dicendo: “ Signore, per favore, dacci una macchina affidabile ed economica, con il tettuccio apribile e l’autoradio. Amen”. Quando si affronta una missione con una macchina non adeguata, alla fine del viaggio ci si sente peggio di un straccio. Il servo sterzo e dei comodi sedili sono un vero conforto in un’automobile che viene usata per questo genere di spostamenti. Nella nostra preghiera Joyce aggiungeva sempre: “ Signore, una macchina bianca, ti prego”. Dopo sei mesi di lotta, il Signore intervenne. Una signora si presentò da noi e disse: “ Dio mi ha detto di darvi questa macchina”. Quando la donna ci consegnò le chiavi dell’automobile, piangemmo di gioia, consapevoli del fatto che in quel caso non si trattava di una “ automobile della fede” ma di una “ automobile della misericordia”. Era la migliore automobile che ci fosse mai stata regalata: aveva quattro anni e aveva percorso solo venticinquemila chilometri, era affidabile, era stata controllata da cima a fondo ed era economica ( in confronto soprattutto alle vecchie automobili che costano un occhio della testa solo di benzina!). Era una scintillante Volvo 440 GLS, con tanto di tettuccio apribile, autoradio, servosterzo, sedili confortevoli e sì, avete indovinato, era bianca! Vi ho raccontato tutto questo per mettervi a conoscenza di un particolare segreto. Quando si affaccia alla mia mente l’idea che potremmo avere un incidente, subito ricordo che quella su cui viaggiamo è l’automobile di cui ricordo che quella su cui viaggiamo è l’automobile di cui Dio ci ha fatto dono nella sua misericordia e allora dico: “ Niente affatto, diavolo! Dio non mi ha dato questa automobile perché ci morissi, ma perché potessi usarla”. E subito trasformo l’immagine di distruzione in un’immagine di vittoria. Non chiedo mai a Dio di accompagnarmi durante un viaggio. Egli ha promesso di non abbandonarmi mai e quindi è già con me. Non c’è alcun bisogno che noi imploriamo Dio affinché ci conceda la protezione dei suoi angeli: essi hanno l’incarico di vegliare su di noi in ogni occasione, anche durante gli spostamenti in macchina. Se crediamo, riceviamo, e i nostri angeli si metteranno all’opera per portare a compimento la Parola di Dio. “ Sulle loro mani ti porteranno” ( Salmo 90,12).
Di David Lamb