Il “No” di Papa Francesco alla medicina senza cuore

Se è vero che ci sono malattie inguaribili, è anche vero non esistono malati incurabili, degni di cura e amore. 

Malattia e sofferenza sono eventi che accadono alla persona. Cosa comporta questo per i medici e il personale sanitario? Risponde Papa Francesco

Papa Francesco con un bimbo ammalato
Papa Francesco bacia un bimbo ammalato (photo web source) – lalucedimaria.it

Papa Francesco ha ricevuto nell’aula San Polo VI pediatri e otorinolaringoiatri italiani. Loda il personale sanitario ma lo esorta a vivere la professione mettendo al centro alcuni valori.

Il Papa ha rivolto loro parole intense ai medici accorsi a Roma sabato 18 novembre. Scopriamo quali.

Più personale, sanità pubblica, compassione che accompagna

Con profonda empatia ha dimostrato di conoscere bene le difficoltà che incontra tutto il personale sanitario. Esserci accanto a chi soffre è sempre una vocazione difficile. Le giornate lavorative possono essere massacranti, negli ospedali c’è carenza di personale e purtroppo le persone bisognose di aiuto sono sempre tante. Tuttavia non ci si può perdere d’animo. Accorato l’appello a mantenere la sanità pubblica. Loda il sistema sanitario italiano che consente a tutti i cittadini di ricorrere alle cure necessarie. È un sistema che va tutelato, promosso e potenziato perché fondato su principi di uguaglianza e giustizia, e radicato sul valore fondamentale che è la persona umana.

Proprio questo valore fa dire al Papa la necessità di umanizzare la medicina e la pratica medica. Il medico è compagno di viaggio di una persona nel momento della fragilità e della debolezza. È necessario che sia presente non solo per informare sugli aspetti clinici, ma dialoghi con i pazienti, si informi sui suoi valori e lo aiuti a prendere le decisioni. Vengono in mente le parole di San Giuseppe Moscati: “Il dolore va trattato non come un guizzo o una contrazione muscolare, ma come il grido di un’anima, a cui un altro fratello, il medico, accorre con l’ardore dell’amore, la carità”.

No a una medicina senza cuore
Esserci accanto a chi soffre (Photo web source)

I veri bisogni dell’ammalato

Il punto è capire che il dolore non è solo quello fisico, ma è quello che investe l’intera persona, e ciascuna soffre in modo diverso, esigendo un’attenzione particolare. Ogni medico avvicinandosi al corpo del malato in realtà si avvicina alla sua persona. Il corpo del malato non è primariamente oggetto dell’intervento medico o chirurgico, ma è soggetto. Oltre le cure mediche, ciò di cui l’ammalato ha bisogno, è l’amore, il calore umano e soprannaturale, col quale possono e debbono circondarlo tutti coloro che gli sono vicini, genitori e figli, medici e infermieri.

La natura stessa della malattia, le sue implicazioni e la speranza di guarigione, generano una vera e propria necessità di fiducia. Il medico deve guadagnare la fiducia del paziente, deve mettersi dalla sua parte, avere compassione di lui, determinare il bene di quel paziente in quella particolare situazione.

Per una medicina umana
Un bacio la cura più efficace (Photo web source)

Esistono i malati incurabili?

Anche in questa circostanza il Santo Padre torna a parlare dell’eutanasia. Ribadendo che dietro la richiesta di eutanasia il più delle volte c’è una richiesta di senso. La vera vita priva di valore non è quella del neonato malformato per cui è richiesta l’eutanasia, ma quella dell’uomo che non ha saputo darle significato.

Se è vero che ci sono malattie inguaribili, è anche vero non esistono malati incurabili.

Queste parole fanno riflettere proprio in questi giorni che ai nomi di Alfie Evans, Charlie Guard si è aggiunta Indi Gregory. Morti che ci fanno troppo male e per cui non si può smettere di lottare. Tra l’altro la piccola Indi non ha ancora avuto i funerali, che saranno celebrati il 1° dicembre nella Cattedrale di Nottingham.

Questo incontro che ha avuto il Papa con i medici a pochi giorni dalla morte di Indi ci faccia riflettere ancora sulla necessità di umanizzare la medicina, ricordando quello che diceva Sant’Alfonso Maria De Liguori: “la buona morte si prepara con una vita virtuosa”.

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