Niente funerale per una donna buddista e, qui, si intende una cerimonia di commiato cattolica.
Beh, in certi casi non si comprende bene quale sia la posizione dei non cristiani, nei confronti della Chiesa, e si finisce per appellare quest’ultima in malo modo, anche in circostanze lineari e lecite, avvenute nel massimo rispetto della spiritualità altrui.
Così stupisce che, al rifiuto della Curia di celebrare un funerale per una donna buddista, qualcuno si sia indignato per l’accaduto.
Non c’era motivo, dunque, che gli stessi, chiedessero un funerale cattolico o replicassero al suo rifiuto.
Eppure, questa vicenda è finita sui giornali, incompresa e fraintesa da molti.
Ricordiamo, a tutti coloro che non hanno compreso fino in fondo la vicenda della signora Barbara, che è Dio che salva e non la Chiesa, dunque la signora verrà comunque giudicata per i suoi meriti e per i suoi peccati, ma soprattutto per le sue opere, indipendentemente dalle circostanze che l’avevano portata a non riconoscere Cristo.
La Diocesi aveva sentenziato: “Per rispetto della stessa volontà e scelte di vita della defunta, non è stato ritenuto opportuno celebrare il solo rito cattolico”. Intanto, però, “il Santo Rosario guidato dal parroco” veniva recitato in suffragio. Questo è rispetto e carità, nei confronti di una defunta non cristiana, non disprezzo per l’altrui Credo!
Antonella Sanicanti
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