Nei miei 44 anni in clausura ho imparato che i ricchi sono più bisognosi dei poveri

 

 

MADRE ANNA MARIA CANOPI VIVE IN CLAUSURA DA 44 ANNI

 

 

 

Sul Lago d’Orta, in Piemonte, precisamente sull’isola San Giulio, vive una religiosa che ha fatto una scelta molto particolare per la sua vita. Si chiama Anna Maria Canopi ed è la Madre Badessa dell’abbazia benedettina “Mater Ecclesiae”. Vive e prega sull’isola da ben 44 anni, in clausura.

Il suo scopo è accogliere ogni fedele che si reca in quel posto e infondere il coraggio della fede, la speranza della misericordia, perché ognuno possa cercare e sperimentare un personale cammino di conversione, per crescere nella fede.

“Bisogna sempre tornare lì, al combattimento spirituale dentro di noi contro le tentazioni e le passioni. E’ lì che bisogna combattere e vincere la battaglia, con l’aiuto di Dio. Ogni giorno, senza mai stancarsi, senza mai perdersi di coraggio per le inevitabili sconfitte, ma gridare aiuto come Pietro quando si è sentito affondare sulle acque del mare in tempesta. E Gesù è pronto a tendere la mano.” dice la Madre Badessa.

“Oggi soffrono i poveri privi del necessario per vivere, ma soffrono anche i ricchi, quando si accorgono che la loro ricchezza non li mette al riparo dalle grandi prove della vita. Soffrono i giovani per la disoccupazione dilagante e per le ingiustizie sociali che urtano con i loro ideali. Soffrono gli anziani spesso lasciati ai margini della società. Soffrono le famiglie in difficoltà economiche, provate da malattie e lutti e tanto spesso divise … Ma soffrono soprattutto i bambini.”. “Tanta della loro sofferenza è dovuta a veri e propri scandali sociali: i bambini soldato, la pedofilia, il lavoro minorile, i genitori divisi … Ma vi è nei bambini anche tanta sofferenza fisica per malattie incurabili. Non passa giorno che non ci vengano segnalati casi di bambini molto piccoli e già malati di tumore, leucemia … E’ un grande mistero: sembra quasi che il Signore voglia associarli più strettamente a sé nella Passione redentrice.”.

Certo, nel silenzio della clausura, la sorella Anna Maria avverte la sofferenza del modo, attraverso i racconti della gente che giornalmente si reca sull’isola, in cerca di conforto, in cerca di Dio.

Una persona che soffre non cerca parole. Si sta in ascolto del suo dolore. A volte è proprio di questo che c’è bisogno. Trovare un cuore che ascolti e accolga le lacrime. E poi pregare insieme.”.

La sorella spiega a tutti che nel dolore, nella prova, si incontra Dio. Rassicura che nessuno rimarrà inascoltato o abbandonato dall’amore divino, perché il nostro è un Creatore che ha condiviso con noi il vivere terreno, tramite il sacrificio del Figlio Gesù.

La Madre Badessa ha ora 86 anni e ha dedicato tutta la sua vita agli altri, a regalare amore al prossimo, così come fa il suo e nostro Maestro.

Al convento, dice di aver capito cosa serve per vivere, certo non il superfluo, ma la ricerca della santità, che umanamente potremmo definire “ricerca della felicità”. “Sant’Agostino risponderebbe che (le persone che vanno a farle visita) cercano la felicità. Ed è vero, lo scopo del pellegrinaggio è venerare le spoglie di un santo o mettersi in contatto con un luogo di culto, per chiedere una grazia o per ringraziare d’averla ricevuta. Ma nel pellegrinaggio non è importante solo la meta, conta anche il cammino per giungere alla meta, a volte si scoprono motivazioni diverse da quelle per cui si è partiti.”. “(La felicità è) aver scoperto di essere amati da Dio è sentire il desiderio di riamarlo. La felicità ha la sua sorgente nell’amore.”.

Questo è il prezioso messaggio che la Madre Badessa lascia come souvenir a chiunque, in cerca della felicità, vada a chiederle preghiere.