E’ nato il figlio di Vendola. Un comunista che va contro i diritti delle donne.

 

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Certo sembra un paradosso che la guida carismatica di un movimento di sinistra che si autoproclama comunista, quindi ad assoluta difesa e tutela dei diritti di tutti, e anche soprattutto delle donne e delle classi più deboli, ricorra anche lui alla mercificazione del corpo delle donne, attrverso la barbara pratica dell’utero in affitto. E come se si tornasse indietro ai tempi della schiavitù. Parliamo della nascita del  figlio di Niki vendola tramite il procedimento della maternità surrogata – sabato 27 febbraio nel tardo pomeriggio in una clinica californiana. Tobia Antonio è il figlio del politico Nichi Vendola e del compagno trentottenne, l’italo canadese Eddy Testa (quest’ultimo è il padre genetico). E’ il giornalista Giacomo Amadori sul quotidiano Libero a scrivere della nascita del bambino: la madre genetica sarebbe californiana mentre l’utero (“in affitto”) dovrebbe essere di “una donna di origine indonesiana residente negli Stati Uniti”. Il bimbo avrà tre passaporti, il cognome Testa e sta bene. Al momento c’è grande riserbo, non si hanno maggiori informazioni.

Attaccato da varie parti anche da molte persone di sinistra come il filosofo marxista Diego Fusaro che dichiara:

 

 

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«Non può essere vero», scrive Fusaro, «sarebbe la dissoluzione immediata e irreversibile di Vendola e del suo partito; sarebbe la prova che si tratta di un partito al servizio del capitale e della mercificazione, dello sfruttamento dei corpi e dell’umiliazione permanente delle donne. No, Vendola non può legittimare quest’orrore. È sicuramente una montatura, un vile attacco ai danni suoi e del suo partito: che presto smentirà, immagino. Vendola, del resto, è uomo colto e sicuramente si ricorda di questo passaggio storico: “si lacerano per il proletario tutti i vincoli familiari, e i figli sono trasformati in semplici articoli di commercio e strumenti di lavoro”. Questa citazione non è tratta da un’Enciclica o da qualche manifesto cattolico in difesa della famiglia tradizionale. È, invece, desunta dal “Manifesto del partito comunista” del 1848 di Carlo Marx e Federico Engels. Due comunisti, di quelli veri». Lo stesso pensa anche Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista.

Niki vendola risponde ai detrattori , parlando di una bellissima favola d’amore che lui e il suo compagno stanno vivendo, ma che c’entra  qui nessuno sta mettendo in discussioni la loro storia d’amore, ricordiamo che stravolgere l’ordine naturale delle cose per compiere un atto di egoismo perchè di questo stiamo parlando. Non c’entra niente con l’Amore quello inteso con la A Maiuscola. Strappare dalle braccia materne una tenera creatura che non ha altro bisogno che quello di stringersi al seno della Mamma.  Per quel legame indissolubile che si è creato durante i nove mesi della gravidanza. Quale voce pensate il bambino voglia ascoltare? se non quella che per tutto il tempo della gestazione gli ha sussurrato parole di amore, cioè quella di sua madre. Tobia Antonio così si chiamerà il bambino, resterà orfano di madre perchè due benestanti occidentali hanno deciso di seguire il loro capriccio, di provare l’ebrezza di diventare genitori. E se il caro Vendola pensa di giustificarsi, dicendo che la donna è una donatrice volontaria, sappia che a questa storiella ci crede solo lui, noi di certo no. L’inganno si sa qual è ci si rivolge ad una agenzia che con 150,0000 €  sistema tutta la pratica, anche il compenso nascosto anche per la donna.

Ricordiamo al caro Niki anche le sue controverse dichiarazioni sulla pedofila adesso che è diventato genitore vediamo se ha cambiato idea noi lo speriamo vivamente . Ci asteniamo da qualsiasi commento lasciamo a voi cari amici il giudizio…

Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia ad esempio, cioè del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti – tema ancora più scabroso – e trattarne con chi la sessualità l’ ha vista sempre in funzione della famiglia e dalla procreazione. Le donne, da questo punto di vista, sono notevolmente più sensibili. Ma il Pci non è un organismo matriarcale”

Fonte: uccronline.it