Muore imprenditore, e lascia 4.000. 000 di €, ai suoi dipendenti

 

Qualche settimana fa, il mondo dell’imprenditoria ha dato l’ultimo saluto a Luciano Tamini, un leader, un uomo d’affari, un motivatore di 84 anni, ma soprattutto un uomo che amava i suoi dipendenti, che ne rispettava il duro lavoro e comprendeva quanto fossero importanti per la sua azienda.

Un uomo la cui condotta di vita, soprattutto nel lavoro, dovrebbe, per moltissimi versi, essere presa d’esempio, da tutti coloro che a spento pagano il giusto salario ai dipendenti e mai si preoccupano del rischio licenziamento o della cassa integrazione.

A Luciano Tamini era stato diagnosticato un brutto male, che nel giro di un mese non gli avrebbe lasciato scampo; alla notizia, ha reagito con lo spirito d’animo che lo caratterizzava da sempre, dicendo: “Ma sì, sono contento di avere davanti un po’ di tempo, così posso organizzare bene le cose che voglio lasciarmi alle spalle.”.

Lasciva alle spalle le cose di questa vita e si preparava ad un viaggio particolare, non senza ricordare di far fruttare, ancora una volta, i suoi talenti, come del resto aveva fatto in tutta la sua esistenza.

Prima di tutto ha pensato bene di occuparsi, per l’ultima volta, dei suoi dipendenti. Li conosceva personalmente, perché il suo modo di lavorare prevedeva di trarre il meglio da ognuno loro, per cui un rapporto impersonale non faceva proprio al caso suo: “Vorrei lasciare un ricordo.”, ha detto, e certamente nessuno potrà mai dimenticarsene, poichè ha fatto distribuire 15 mila euro ad ogni operaio e 10 mila ad ogni suo impiegato, dicendo: “ … perché è giusto dare qualcosina in più a chi guadagna meno.”. I suoi dipendenti erano in tutto circa 300 persone. Il calcolo è presto fatto: ha deciso di lasciare loro 4 milioni di euro!

La sua azienda era stata fondata dal padre, nel lontano 1916. All’epoca era solo un’officina meccanica, che ha saputo trasformarsi in un impianto di saldatura, prima, in un centro per la produzione di trasformatori elettrici per l’ industria siderurgica lombarda, poi.

Con Luciano l’azienda assunse proporzioni gigantesche, divenendo la fabbrica di Melegnano, conosciuta in tutto il mondo.