La notizia dell’uccisione del generale iraniano Qasem Soleimani, è un fatto stravolgente. Siamo veramente vicini a un nuovo conflitto mondiale?
Qasem Soleimani, generale iraniano e leader delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, è stato ucciso.
Il fatto è avvenuto a seguito di un bombardamento americano che ha colpito un convoglio di auto in transito nei pressi dell’aeroporto di Baghdad. Soleimani, che era nella città per presenziare alla veglia funebre dei miliziani delle Kataib Hezbollah, rimasti vittime di un precedente attacco, era uno degli uomini più influenti e più potenti del Medio Oriente.
L’uccisione di Soleimani è un fatto stravolgente a livello globale, vista anche l’importanza della sua figura in Medio Oriente. Infatti, il generale iraniano aveva avuto un ruolo fondamentale nella guerra contro l’ISIS in Iraq e in Siria. Durante la guerra civile siriana aveva sostenuto l’esercito di Assad e, secondo diversi analisti, era considerato un possibile successore, in Iran, della Guida Suprema Ali Khamenei.
Stando alle prime reazioni iraniane, si può intuire quanto sia tragico l’evento. L’Iran ha proclamato tre giorni di lutto nazionale e la Guida Suprema ha giurato vendetta. Di conseguenza, l’ambasciata americana ha immediatamente invitato i connazionali a lasciare in maniera immediata il paese. Anche il Primo Ministro iracheno ha detto la sua. Abdel Mahdi ha infatti dichiarato che questo attacco viola le condizioni per la presenza dei soldati americani nel paese.
Ciò che permane, nell’immaginario collettivo, è un costante dubbio: “ma siamo veramente vicini a un nuovo conflitto mondiale?” Che sia successo qualcosa di veramente grave è chiaro a tutti e anche sui social non manca chi paragona l’assassinio di Soleimani con l’attentato dell’arciduca d’Austria nel 1914. Ad ogni modo, l’evento rimane un duro colpo alle ambizioni dell’Iran, che già era in preda a un periodo molto difficile, visti i notevoli problemi interni.
Un’altra conseguenza molto importante è la sicurezza dei cittadini americani in terra siriana e irachena. Sicuramente, ad oggi, gli americani sono molto meno al sicuro rispetto a qualche giorno fa, come ha fatto notare l’invito dell’ambasciata ad abbandonare il paese. Un altro rischio è che l’Iraq possa diventare il campo di battaglia di una guerra tra Iran e Stati Uniti.
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Fabio Amicosante
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