Monsignor Joseph Coutts è il Cardinale dalla barba bianca ed opera in Pakistan, Paese tristemente noto, in questo momento, per gli atti di violenza contro le donne e i cristiani.
A 72, è il più anziano dei Vescovi pakistani e, dunque, ha vissuto le battaglie del Paese contro l’India, l’Afghanistan, nonché quelle interne, determinate dalle dittature militari, che imponevano una massiccia islamizzazione.
Attualmente, in Pakistan, solo l’1,6% delle persone, su 200 milioni di abitanti, è cristiano.
A 43 anni, Joseph Coutts divenne Vescovo della Diocesi di Hyderabad, nel Pakistan meridionale, e scelse il suo motto: “Armonia”.
Disse che si sarebbe ispirato a quella parola, per la sua azione pastorale, per omaggiare il ricordo del primo Vescovo missionario aveva conosciuto, che aveva celebrato le nozze tra i suoi genitori e che lo aveva preparato spiritualmente, per tutta la sua giovinezza: Monsignor James Cornelius van Miltenburg.
Il Pakistan -dice- è “fondamentalmente oggi una repubblica islamica, non possiamo dimenticarlo”. “In questa terra, nel nostro oggi, come battezzati pakistani, siamo chiamati a trovare il nostro spazio, la nostra missione, che oggi si esprime soprattutto in due modi: nel costruire pace e armonia nella società, secondo lo spirito evangelico di seminare concordia; nel contribuire alla crescita e allo sviluppo della nazione, grazie a opere sociali, alle scuole e ospedali che sono espressione concreta della carità di Cristo”.
In una terra dove le etnie e le religioni sono tante e diverse, i cristini si prodigano per edificare chiese, scuole e coscienze.
Il Domenicano James Channan, seguace di2Monsignor Joseph Coutts, dice: “La nomina cardinalizia di Joseph Coutts è un grande dono per i cristiani del Pakistan. Lo riteniamo un autentico regalo della Pentecoste”, che ha ricevuto l’apprezzamento anche di molti musulmani, poiché impegnato, da tempo, a realizzare un dialogo interreligioso.
Monsignor Joseph Coutts è, tra l’altro, anche “una voce forte, contro l’uso improprio della controversa legge sulla blasfemia”, che spesso viene usata come pretesto per giustificare la violenza contro i cristiani o contro chi vorrebbe convertirsi al nostro Credo.
Antonella Sanicanti
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