Monsignor Elio Sgreccia: “La clonazione è una minaccia per l’umanità”

la clonazione è un pericolo per l'umanità
Scimmie clonate

Tutte le testate del mondo hanno parlato ieri della prima clonazione perfettamente riuscita di due esemplari di scimmia chiamati Zhong Zhong e Hua Hua. La notizia ha suscitato clamore per diversi motivi, in primo luogo perché si tratta del primo avanzamento nel campo della clonazione dal lontano 1996, quando venne clonata la prima pecora (Dolly) con la medesima tecnica: la somatic cell nuclear transfert, ovvero il trasferimento del nucleo di una cellula adulta all’interno di un ovocita (una cellula uovo non fecondata e previamente privata del nucleo). Nel 1999, infatti, era stata effettuata la prima clonazione di primate negli Stati Uniti, ma la tecnica utilizzata era quella dello splitting embrionale, ovvero la separazione dell’embrione in due nuclei che avviene naturalmente nel caso di gemelli omozigoti.

Il progresso scientifico in questo caso non è fine a se stesso, la creazione di un clone dalla cellula adulta offre possibilità di avanzamento nella scienza medica, in particolare nella cura di malattie come l’Alzheimer. La clonazione attraverso SCNT, infatti, permette di creare un enorme numero di cloni a partire da una singola cellula, i quali avranno dunque il medesimo marcatore genetico. A spiegare come questo possa aiutare il progresso nel campo della scienza medica ci ha pensato Qiang Sun, uno degli scienziati che si è occupato di clonare le due scimmie: “Sarà possibile produrre scimmie clonate con lo stesso background genetico tranne che per un gene manipolato. Questo genererà modelli reali non solo per le malattie cerebrali che hanno una base genetica, ma anche per il cancro, per patologie immunitarie o metaboliche e ci permetterà di testare l’efficacia dei farmaci per queste malattie prima dell’uso clinico”.

Alle possibilità mediche si associa naturalmente il problema etico riguardante la correttezza di duplicare cellule e creare organismi identici a quelli già esistenti. Decisamente contrario alla clonazione è il cardinale Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia accademia per la vita che ha commentato con toni di condanna la notizia sulla clonazione del macaco, sostenendo che si tratta di una grave minaccia per l’essere umano: “Al contrario della ipotesi di clonazione umana, sulla quale la Chiesa non può che esprimere la sua condanna più forte e totale, sulla clonazione animale il magistero ecclesiastico non ha finora espresso una condanna esplicita, ufficiale, lasciando il tema alla valutazione responsabile degli scienziati”, tuttavia il cardinale ritiene che il passo che porta alla clonazione umana sia il prossimo: “Non c’è dubbio che il passaggio dalla prima pecora Dolly ad altri animali e ora persino alla scimmia, ovvero a un primate così vicino all’uomo, rappresenta un autentico attentato al futuro dell’intera umanità. C’è il fortissimo rischio che la clonazione della scimmia possa essere considerato come il penultimo passo, prima di arrivare alla clonazione dell’uomo, evento che la Chiesa non potrà mai approvare”.

Luca scapatello