Mons.Paglia, l’elogio a Pannella gli costerà il posto?

 

 

 

‘A reti unificate’ è un portale che raccoglie notizie, siti e articoli di giornale di estrazione cattolica che riguardano più o meno da vicino opinioni di dominio pubblico sulla nostra società, allo scopo di creare ed alimentare il dibattito su argomenti ritenuti di vitale importanza per la crescita della comunità cattolica in Italia.

 

Un luogo simile, sopratutto su internet, raccoglie umanità varia e non di rado ci sono casi in cui gli argomenti proposti sono un manifesto di oltranzismo e chiusura tali da far sorgere legittimamente dubbi sull’utilità di un luogo di discussione di tale composizione. Ma entriamo nello specifico analizzando la proposta di raccolta firme pubblicata ieri su questo forum: oggetto di discussione erano le dimissioni del cardinale Vincenzo Paglia dal ruolo di  Presidente della Pontificia Accademia per la Vita e di Cancelliere dell’Istituto Giovanni Paolo II per la famiglia.

 

Ma qual è il motivo di tale accanimento nei confronti dal Cardinale? Sembra che durante un’intervista abbia espresso il suo dispiacere per la scomparsa di Marco Pannella dicendo che: “La sua è una grande perdita per il nostro paese”, e motivando tale frase in questo modo: “Ha lottato per la difesa della dignità di tutti ed ha speso la vita per gli ultimi”. Queste frasi sono state ritenute offensive per la Chiesa dato che Pannella nei suoi anni di carriera si è battuto per la legalizzazione delle droghe leggere, quella dell’eutanasia, la distruzione del matrimonio tradizionale e, cosa più grave, per il diritto all’aborto.

 

Queste frasi di elogio per il defunto Marco Pannella sarebbero sufficienti secondo i persecutori di ‘A reti unificate’ per pretendere le dimissioni del monsignore dai suoi ruoli, e se queste non dovessero arrivare per far si che la Chiesa lo sollevi dagli incarichi. Fermo restando che le posizioni di Pannella, come quelle di tutti i radicali, sono state diametralmente opposte a quelle della Chiesa, non è possibile scindere la persona dalle sue lotte? Non si può ammirare la dedizione di un uomo alla lotta per la difesa di quelli che per lui erano diritti? Farlo significa essere pienamente d’accordo con tutto quello che ha fatto o detto? Il fatto che avesse delle posizioni opposte alla Chiesa esclude che abbia difeso i diritti dei più poveri?

 

Sarebbe necessario riflettere su questi quesiti prima di scagliarsi contro qualcuno e tacciarlo di “Eresia”, perciò non farei un dramma se la Chiesa non decidesse di esautorare Monsignor Paglia dai suo compiti, ma mi farei piuttosto delle domande sulla natura delle mie priorità, come ad esempio: L’indignazione è costruttiva quando è fine a se stessa?