Il prodigio delle 17 suore incorrotte, i corpi rimasti intatti dopo secoli: ecco dove si trovano

Oltre le leggi del tempo: in un luogo di silenzio e preghiera, 17 corpi sfidano la decomposizione restando miracolosamente integri. Un segno tangibile che scuote la ragione e interroga la fede.

corpi delle suore incorrotti
Il prodigio delle 17 suore incorrotte, i corpi rimasti intatti dopo secoli: ecco dove si trovano – lalucedimaria.it (photo: Monastero Clarisse Eremite)

In un convento in provincia di Rieti e, precisamente, a Fara Sabina, c’è qualcosa di molto particolare e, allo stesso tempo, coinvolgente. Si tratta del monastero delle suore Clarisse eremite: al suo interno, immersa nell’atmosfera della contemplazione, si trovano custoditi ben 17 corpi, che sono lì, incorrotti, dal 1700.

Una vicenda che, all’apparenza, sembra avere qualcosa di macabro ma, in realtà, ha tutta una storia alle sue spalle che vale la pena di conoscere.

I corpi incorrotti di 17 suore: ecco dove sono conservati

Corpi conservati così dal 1700 all’interno del convento delle suore Clarisse Eremite di Fara Sabina dove, forse, hanno dato inizio alla loro vita pastorale. Sono 17 quelli ritrovati e che, ancora oggi, sono lì custoditi. Erano religiose lì vissute e che, come anche alcuni documentari hanno analizzato e portato alla conoscenza di tutti, sono lì conservati mummificati. Il viaggio parte al centro della Sabina, terra di Santi e Patroni, conosciuta da tutti anche con il termine di “Valle Santa”, dato che anche lo stesso San Francesco D’Assisi più volte soggiornò in questi luoghi. La comunità religiosa delle Clarisse eremite qui vive ed ha il suo convento.

In molti, all’inizio, lo hanno considerato un mistero quello delle “monache mummificate” ma, in realtà, a partire dal 1806, qualcosa ha iniziato a cambiare. Era l’anno dell’Editto di Saint Cloud, nel quale si stabilì che le sepolture dovevano essere realizzate fuori dalle mura cittadine, in luoghi assolati e ventilati, e non più all’interno delle città quanto anche all’interno di chiese e conventi.

Stando a quanto stabilito dalla legge, anche le suore si videro costrette a disseppellire i corpi delle consorelle dal loro cimitero privato e a trasferirli fuori città. Ma, proprio durante questa operazione, si sono trovate di fronte a questi 17 copri perfettamente mummificati, con anche le parti muscolari integre. Come era stato possibile tutto questo? Perché le suore, fino ad allora, avevano preferito conservare i corpi delle consorelle decedute, collocandoli all’interno di un muro nel monastero.

Una storia che attira tantissismi fedeli e non solo

Qualcosa che ha incuriosito molti e, anche il programma di TV2000, “Ai confini del sacro”, si è recato in questo monastero per approfondire la storia. “Sono 17 corpi e un teschio e non si sa a chi appartengono. Noi abbiamo i nomi di tutte le prime sorelle, però non si possono collegare nomi e corpi” – sono le parole della Badessa del monastero Clarisse eremite, Suor Maria Chiara Farfalla.

urna contenente i corpi delle suore
Una storia che attira tantissismi fedeli e non solo – lalucedimaria.it (photo: abruzzolive)

Un racconto che, con dovizia di particolari, la madre Badessa porta avanti: “Nel 1993 […] abbiamo provveduto a spostare i corpi di queste nostre consorelle da una stanza chiusa, dove erano stati sistemati affinchè non si rovinassero, in un’urna dove ancora oggi li troviamo“.

Ma la domanda più comune è: chi sono queste suore?Erano, probabilmente, le prime sorelle di questa comunità della fine del 1600 o degli inizi del 1700” – continua la badessa. I corpi sono stati accuratamente ripuliti e rivestiti con l’abito religioso: la loro conservazione è pressocchè intatta e questo ha permesso anche alle suore stesse di poterle rivestire e rimettere in ordine senza il periocolo che potessero “rompersi” o, peggio, anche sgretolarsi.

Queste consorelle hanno quasi tutte, come analizza anche il documentario, la testa reclinata come fossero in preghiera ma, come ha spiegato la Badessa, purtroppo anche l’umidità ha influito molto sulla postura delle stesse defunte e, ciò, ha portato il capo a reclinarsi piano piano. La madre badessa, racconta anche che, quando si parla di queste 17 consorelle, la curiosità anche del semplice fedele sale, insieme anche a un pò di timore (per alcuni) di scendere e fare visita a queste religiose.

Lo stupore nel guardarle con attenzione e, allo stesso tempo, anche l’essere catapultati indietro nel tempo, alle origini di questo convento: la storia di queste 17 suore accompagna, chiunque le osserva, proprio all’inizio del 1700 e, al tempo stesso, a quella che potrebbe essere stata la loro storia di fede e di vita.

Fonte: tv2000

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