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Miss Italia: Chiara ha deciso parteciperà e sfilerà senza una gamba.

Concorso Miss Italia: Chiara Bordi ha deciso parteciperà e sfilerà senza una gamba
La bellissima Chiara, compirà diciotto anni a settembre, alta 1,75, misure da modella, occhi neri, lunghi capelli che le incorniciano il bel viso, e una protesi alla gamba sinistra, ha deciso di partecipare, nonostante l’amputazione, all’edizione Miss Italia 2018.
La sua richiesta di iscrizione è stata accettata da Patriza Mirigliani, la patron del concorso, che ha visto in questa giovane ragazza, che ama con tutta se stessa la vita, un esempio di speranza e di rinascita dopo un periodo drammatico per tutti coloro che lottano per vivere con dignità, e nella sua disabilità il simbolo di una bellezza senza confini, di una femminilità ferita ma riscattata.


Chiara vive a Tarquinia, è una studentessa all’ultimo anno di liceo classico, ama moltissimo fare sport e neanche tra i più semplici (canoa, si arrampica su muri di roccia, windsurf, sub), da quando ha 15 anni fa sfilate e fotografie e ha deciso di iscriversi a Miss Italia, soprattutto per portare un messaggio di coraggio ai giovani – come già sta facendo durante gli incontri che tiene nelle scuole insieme a Lorenzo Costantini, un giovane 26enne senza un arto inferiore a causa di un incidente sul lavoro, col quale sta portando avanti il progetto “SuperAbile” – invitandoli a lottare per la vita, a non aver paura di mostrare agli altri la propria diversità, di qualsiasi tipo.

Racconta di aver combattuto duramente per conquistare la sua autostima ma alla fine oggi sta bene con se stessa ed è convinta che la vita qualsiasi cosa ti riservi vale la pena godersela. Ricorda tutto il calvario che ha percorso da quel fatidico 6 luglio 2013, quando non ancora tredicenne, è rimasta coinvolta in un incidente col motorino che le ha causato l’amputazione dell’arto sinistro. Il ricordo dell’odore dell’asfalto su cui si è consumata la tragedia, le parole di chi l’ha soccorsa, la paura della morte, il lungo ricovero al Gemelli di Roma tra la sofferenza che non sembrava avere fine di tre operazioni per amputare la gamba fino sotto al ginocchio, l’incognita di una vita che non sarebbe mai più stata come prima, i tanti “perché?” che le affollavano la mente su quel letto di ospedale, il rifiuto di guardare la sua gamba amputata e tutte le cicatrici che sfregiavano il suo corpo in cui non si riconosceva più.

In contrapposizione a tutto ciò però emergeva tanta voglia di vivere. A un certo punto è scattato qualcosa dentro di lei, ha deciso di rimboccarsi le maniche, di reagire e affrontare la sua nuova realtà guardando a ciò che aveva e non a quello che le mancava. Si è impegnata per raggiungere nuovi traguardi con il prezioso aiuto dei suoi genitori, Sebastiano e Emanuela, e della sorella Francesca a cui è legatissima. Così una dopo l’altra sono arrivate le soddisfazioni: è riuscita a camminare dopo nove mesi, a mettersi una gonna nonostante il timore degli occhi puntati sul suo arto amputato, ad accettare le sue cicatrici e andarne fiera, ad indossare i tacchi che mai(!) dopo l’incidente avrebbe pensato di poter utilizzare tantomeno ad un concorso di bellezza, a tornare gradualmente ad una vita normale.

Un sogno insperato che le era sembrato irrealizzabile ed invece ha imparato a non ripiegarsi nel suo dolore, a dare un nuovo senso alla sua esistenza, assaporandone tutta la bellezza, perché come dice Chiara, dopo un’esperienza del genere cambia la tua prospettiva sulla vita e oggi poter ancora correre e sentire il vento tra i capelli ha tutto un altro valore, nulla è più scontato, impari a capire cosa conta davvero, cioè tutto. Non sarà facile, mette in conto che ci saranno gli alti e bassi, ma è certa che continuerà a sentirsi viva, ad amare la sua vita, perché sua, perché diversa perché difficile, ma comunque un dono. E noi le facciamo tutti i migliori auguri perché il suo bellissimo sorriso e i suoi occhi luminosi possano contagiare tanti giovani smarriti che hanno perso, o forse non hanno mai trovato, il senso della vita.

Simona Amabene

 

Simona Amabene

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