Metropolitan Museum: l’abito di Rihanna travisa la bellezza liturgica

Metropolitan Museum: l'abito di Rihanna travisa la bellezza liturgica
Rihanna Sfila al Metropolitan Museum di New York

Ieri a New York si è tenuta la sfilata di moda che anticipa la mostra più importante dell’anno, quella che si terrà al Costume Institute del Metropolitan Museum. Per quest’anno la tematica scelta è quella dell’influenza reciproca tra il mondo della moda e quello cattolico e per questo motivo la mostra è stata intitolata ‘Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination‘ (Corpi divini: moda ed immaginario cattolico). Come ogni anno la sfilata apre il periodo di esposizione della mostra e l’evento viene seguito a livello mondiale principalmente per giudicare gli abiti e catturare qualche scatto hot delle celebri protagoniste in passerella, tra le quali quest’anno c’era Rihanna.

Nel corso della sfilata a prendersi le prime pagine dei giornali scandalistici è stata sicuramente la cantante Rihanna. La bellissima artista americana ha infatti sfoggiato un abito stretto con un corpetto che evidenziava le curve ed una gonna che lasciava poco spazio all’immaginazione. Il tutto era arricchito da brillanti e completato da un manto ed un copricapo che imitava la forma di quello del papa. La camminata in passerella di Rihanna ha suscitato un discreto clamore, da un lato perché il suo fisico mozzafiato risaltava grazie allo striminzito abito che indossava, dall’altro perché la rappresentazione dell’immaginario cattolico proposta dalla sua partecipazione alla sfilata risulta una pacchiana ed inappropriata rappresentazione di ciò che l’immaginario cattolico dovrebbe rappresentare.

L’errata percezione del ‘Corpo divino’ da parte degli stilisti

L’idea del curatore della mostra Andrew Bolton è che spesso nel corso degli anni la tradizione cattolica abbia influenzato il mondo della moda, sopratutto grandi stilisti francesi ed italiani che sono cresciuti in un contesto dalla grande tradizione cattolica; allo stesso modo gli abiti clericali sono cambiati grazie all’influenza della moda. L’intento dunque è rendere omaggio agli abiti della Chiesa, mostrando la loro bellezza ed il modo in cui questi hanno influenzato le tendenze delle passerelle: “Moda e religione sono intrecciate da tempo, si influenzano e modellano a vicenda. Questa relazione è stata spesso complicata e a volte contestata, ma ha permesso alcune delle creazioni più innovative e originali della storia della moda”.

Gli abiti visti nel corso della premier, dovendo assecondare gli stilemi e gli eccessi della moda, non sono però riusciti a catturare la bellezza insita nelle vesti sacerdotali ed in quelle papali, trasfigurando il concetto stesso di bellezza che la religione e di conseguenza gli abiti che permettono di individuare i suoi portavoce rappresentano. Ora bisogna capire se nei pezzi scelti per la mostra Bolton sarà riuscito a catturare la vera essenza del cattolicesimo, o abbia anche lui travisato il concetto di bellezza cristiano.

Luca Scapatello