Il messaggio nascosto dietro le opere del celebre pittore

La straordinaria scoperta riguardante uno degli artisti più noti di tutti i tempi, mostra un lato inatteso e inaspettato che va in direzione contraria rispetto a quello che è il suo stile caratterizzante. 

Edvard Munch, autore celebre per il suo “Urlo” carico del dolore e della disperazione dell’uomo immerso nella società moderna, aveva un lato nascosto che ha a che fare con la salvezza divina, segno che non tutto è perduto.

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L’Urlo di Much – photo web source

Di fronte al male più totale, infatti, anche gli autori che lo hanno rappresentato in maniera più celebre mostrano che non solo la speranza è possibile, ma è soprattutto necessaria. Sono infatti stati scoperti negli scorsi giorni i disegni preparatori della “Madonna” di Edvard Munch.

Una delle opere più seducenti dell’artista

Avete capito bene, insomma, anche Munch aveva ben chiaro che davanti al male la Via maestra per giungere all’incontro con il bene più profondo e duraturo è Maria, la Santa Vergine, contro la quale il demonio non può e non potrà mai nulla.

La versione della celebre opera L’Urlo è attualmente conservata al National Museum of Norway ed è la prima realizzata dall’autore, ma ce ne sono altre che non sono affatto conosciute dal pubblico ma che caratterizzano in maniera determinante alcuni aspetti ben più importanti e profondi della sua vita privata e interiore.

Una delle opere più seducenti e affascinanti dell’artista è infatti certamente la sua Madonna. Si tratta di un’opera realizzata in cinque differenti versioni tra il 1894 e il 1897, e proprio di recente è stata fatta una interessante scoperta su questo importante quadro.

La Madonna di Munch e i disegni preparatori

A compierla, sempre il National Museum of Norway, che aprirà le sue porte al pubblico a Oslo l’11 giugno 2022, e in vista di questa data i restauratori, nel corso dei loro lavori, hanno rintracciato alcuni dei disegni preparatori di questa opera misteriosa.

Sotto la Madonna dipinta da Munch, infatti, si vede la presenza di diversi disegni preparatori, rintracciati dal conservatore Thierry Ford e dal fotografo Børre Høstland attraverso la la tecnica della riflettografia a infrarossi che consente di vedere gli strati sottostanti la superficie dei dipinti.

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Uno studio cronologico, inoltre, ha affermato che la versione definitiva dell’opera corrisponde al primo disegno preparatorio. “Siamo entusiasti di queste ultime scoperte che fanno luce su sull’arte di Edvard Munch. Sottolineano l’importanza delle collaborazioni di ricerca in tutti i campi di competenza e in questo caso con i nostri conservatori e fotografi”, ha dichiarato Karin Hindsbo, direttrice del National Museum.

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L’Urlo di Much – photo web source

Il messaggio che arriva al pubblico è più profondo

Il messaggio che arriva al pubblico è però ben più profondo di ciò che riflette a livello di superficie. Davanti al male e allo spaesamento della società moderna, del mondo a tratti inquietante e spersonalizzante in cui siamo sempre più immersi, quello che fa urlare in maniera atavica al famoso volto del quadro di Munch, c’è sempre una speranza vera a cui aggrapparsi.

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Questa speranza è Maria, via di accesso privilegiata per giungere alla Salvezza dell’umanità, a Suo Figlio Gesù.

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