Meravigliosa grazia… da un convertito…

(c) The Cowper and Newton Museum; Supplied by The Public Catalogue Foundation

Nacque una volta un bimbo in una famiglia inglese che venne chiamato John, John Newton. Era il 1725. Perse la madre all’età di sei anni e molto presto si rivelò ribelle, testardo e disobbediente. Il padre lo imbarcò su una nave, perché fosse sottoposto a disciplina e imparasse un mestiere che avrebbe dovuto anche coreggergli il carattere.

Solcò i mari per commerciare in schiavi
John si trasformò in un commerciante di schiavi e operava questa sua “professione” senza il benché minimo rimorso o dubbio. I negri non erano da considerare alla pari degli altri esseri umani…
Sposò “Polly”, una brava ragazza di cui si era innamorato e incominciò un cammino verso la fede, alla scoperta di questo Dio che, come lui stesso constatò poco tempo dopo, può ascoltare la voce di chi grida a Lui. Durante una tempesta memorabile e spaventosa, nella quale un suo compagno di navigazione fu inghiottito dalle acque, si rivolse a Dio. Sì, il suo cuore si voltò verso il solo che, chissà, avrebbe potuto salvarlo. Si salvò. E credette. Non smise subito di trafficare con gli esseri umani, ma solo quando, studiando teologia, capì finalmente che era tutto sbagliato ciò che finora aveva creduto.
Ben presto la sua trasformazione fu molto evidente. Cambiò mestiere finché si dedicò alle sue pecore: divenne pastore anglicano… un pastore molto seguito. Non solo, ma condusse una battaglia in prima fila per difendere i diritti degli schiavi e per la loro liberazione.
Quest’uomo è l’autore di uno dei canti più popolari nel mondo: Amazing grace (Meravigliosa grazia di cui il video qui sotto). Presto divenne l’inno più cantato dalla popolazione africana, ma è anche un inno a Dio e alle meraviglie che solo Lui può e sa compiere.
Newton morì nel 1807, lo stesso anno in cui il Parlamento britannico votò l’abolizione della schiavitù in tutti i domini inglesi.
Sulla tomba di Newton sono incise le seguenti parole, da lui stesso dettate poco prima di morire:
“John Newton, ecclesiastico, un tempo un infedele e un libertino, servo degli schiavisti in Africa, fu, per grazia del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, conservato, redento, perdonato e inviato a predicare quella Fede che aveva cercato di distruggere”.

Sandra Fei