Melissa sopravvive all’aborto, da grande trova ed incontra la madre

La giovane Melissa è uno di quei casi di bambino sopravvissuto ad aborto tardivo. Conosciuta la sua storia ha voluto incontrare la madre.

foto dal web

La donna era stata convinta dalla madre ad abortire quando aveva 19 anni. Nonostante la procedura non avesse portato alla morte della bimba, venne tenuta all’oscuro.

Ruth costretta ad abortire

Quando Ruth era poco più che un’adolescente, si è trovata a dover affrontare una situazione molto complicata. In seguito ad un rapporto sessuale con il fidanzato dell’epoca la ragazza rimase incinta. Come spesso capita quando dei ragazzi molto giovani si trovano a dover affrontare una situazione più grande di loro, i genitori prendono un ruolo predominante e decidono in loro vece. Legalmente, infatti, Ruth era ancora minorenne, aveva 19 anni (negli Stati Uniti la maggiore età si raggiunge a 21), e la madre la convinse che quella dell’aborto era la strada migliore da percorrere.

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La ragazza era scombussolata ed incerta sul percorso da scegliere, ma si è fidata del parere della madre ed ha accettato di sottoporsi all’aborto. Trattandosi di un aborto tardivo, tuttavia, la procedura non ha funzionato e la bimba nel grembo è nata viva. I medici hanno portato la neonata in un reparto neonatale, ma hanno nascosto alla ragazza il fatto che fosse sopravvissuta.

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Melissa incontra la madre

La bimba è cresciuta senza problemi di salute con una famiglia amorevole, gli Ohden, ed è stata chiamata Melissa. Una volta diventata adulta ha chiesto ai genitori adottivi chi fosse la sua madre naturale ed ha manifestato il desiderio di incontrarla e parlarle. Nella testa della ragazza c’erano tanti dubbi irrisolti, che solo parlando con la diretta interessata sarebbero stati sciolti.

L’incontro alla fine è avvenuto e Melissa e Ruth sono riuscite a chiarirsi e la figlia ha perdonato la madre per quella decisione presa più per timore che per reale volontà di non prendersene cura. Intervistata da ‘Life News’ Melissa ha spiegato: “Ci sono ancora domande senza risposta per entrambe, ma quello che sappiamo è che, sebbene io fossi la vittima prevista in quell’aborto, ero una vittima secondaria“. L’aborto, infatti, ha spesso come vittime anche le madri che spesso sono ragazze molto giovani  che si pentono successivamente della scelta presa.

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Luca Scapatello

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