Mel Gibson: Un omaggio alle sofferenze che Cristo uomo, ha patito per noi

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Per chi non ha avuto modo di vedere “La Passione di Cristo” di Mel Gibson, film uscito nel 2004 che racconta gli ultimi istanti di vita di Gesù senza tralasciare niente delle sofferenze patite dal figlio di Dio nelle ultime ore terrene, vi proponiamo oggi un intervista al famoso attore e regista Hollywoodiano che spiega i motivi per cui andrebbe visto il film.

 

Nei momenti iniziali dell’intervista, Gibson spiega cosa lo ha condotto ad una scelta del genere, fedele devoto da tutta la vita, si era perso tra la vanità ed il lusso di Hollywood, così, un giorno ha deciso di affrontare un percorso di riavvicinamento alla fede che lo ha portato ad un illuminazione, un film che riprendesse per filo e per segno gli ultimi momenti di vita di Gesù così come sono descritti nella Bibbia.

 

Partendo da questo punto, l’intervistatore chiede a Mel in cosa il suo film sarebbe diverso rispetto a tutti quelli girati precedentemente e lui gli risponde: “Non credo che gli altri film abbiano colto la forza reale di questa storia. Voglio dire, ne avete mai visto qualcuno? O sono approssimativi nella storia, o hanno pessime colonne sonore… Questo film vuole mostrare la passione di Gesù Cristo proprio nel modo in cui è avvenuta. È come viaggiare indietro nel tempo e vedere gli eventi svolgersi esattamente come si sono svolti”.

 

Una trasposizione fedele della Bibbia, dunque, a questo punto l’intervistatore si domanda se si tratti di un film adatto solamente ai Cristiani, la risposta del regista su questo punto è sorprendente per certi versi, ma, a ben rifletterci, la migliore possibile: “”Ghandi” è stato in cima alle classifiche dei film più noleggiati, ma non era un film solo per gli induisti. Questo film è per tutti, per credenti e non credenti, Gesù Cristo è senza dubbio una delle figure storiche più importanti di tutti i tempi. Provi a citare una persona che ha avuto un impatto più grande sul corso della storia…”.

 

Gesù viene visto esclusivamente come un personaggio storico (per quanto veicolata dalla sua fede, la storia raccontata nel film fa vedere il lato umano di Gesù) l’obbiettivo del film è informare quante più persone sulla fine violenta di questo messaggero di pace e amore e se per i cristiani si parla del messia mentre per gli altri si parla di un personaggio realmente esistito, la differenza di opinione a riguardo non tange la centralità storica di quest’uomo che ha cambiato per sempre il corso degli eventi.

 

Detto questo bisogna avvertire quelli più impressionabili tra noi che il film è molto violento e può non essere adatto a tutti, questa scelta è stata forse quella più controversa, ma Mel non voleva distaccarsi in nulla dal testo originale e così ha fatto, infatti, quando l’intervistatore gli chiede se gli spettatori possano trovare le scene più realistiche inopportune, lui risponde: “Per qualcuno sarà così, ma, dico io, questo è il modo in cui si sono verificati i fatti. Non c’è violenza gratuita in questo film. Non credo comunque che sia adatto ai minori di 12 anni a meno che non si tratti di un bambino molto maturo. E’ un film abbastanza forte.

Penso che siamo stati abituati a vedere delle crocifissioni all’acqua di rose e ci siamo dimenticati di quello che realmente avveniva. Sappiamo che Gesù è stato flagellato, che ha portato la sua croce, che gli sono stati messi dei chiodi alle mani e ai piedi, ma raramente ci soffermiamo a pensare cosa questo realmente significhi.

Crescendo non mi sono reso conto di ciò che questo ha comportato per Cristo. Non mi sono reso conto di quanto deve essere stato duro. L’orrore di ciò che Gesù ha sofferto per la nostra redenzione non mi coinvolgeva realmente. Comprendere quello per cui è dovuto passare, anche solo ad un livello umano, mi fa sentire non solo compassione, ma anche in debito: desidero ripagarlo per l’immensità del suo sacrificio”.

 

Per descrivere cosa rappresenti  “La Passione di Cristo”, non possiamo che riprendere le ultime parole di Mel Gibson, si tratta di un omaggio alle sofferenze che Cristo uomo, ha patito per noi, l’espletazione di un desiderio di ripagarlo, tramite il ricordo vivido dei suoi patimenti “Per l’Immensità del  suo sacrificio”.