Medjugorje, Don Renzo: “nell’ultimo messaggio Maria ci esorta a non cadere nella trappola del demonio”

Medjugorje messaggio del 25 Aprile 2019. Cosa ci chiede la Madonna con siate “essere amore e preghiera”?

Don Renzo Lavatori commenta, per La Luce di Maria, l’ultimo messaggio del 25 aprile 2019 da Medjugorje. Parole di esortazione, ammonimento ed incoraggiamento

don renzo

Un messaggio estremamente attuale che ci richiama a prestare attenzione alle insidie del maligno.

Parole molto profonde quelle del messaggio dello scorso 25 Aprile. Rileggiamole attraverso il commento teologico di Don Renzo Lavatori.

Medjugorje: Messaggio del 25 Aprile 2019

Cari figli! Questo è tempo di grazia, tempo di misericordia per ciascuno di voi. Figlioli, non permettete che il vento dell’odio e dell’inquietudine regni in voi e attorno a voi. Voi, figlioli, siete invitati ad essere amore e preghiera. Il diavolo vuole l’inquietudine e il disordine ma voi, figlioli, siate la gioia di Gesù Risorto il quale è morto e risorto per ciascuno di voi. Lui ha vinto la morte per donarvi la vita, la vita eterna. Perciò, figlioli, testimoniate e siate fieri di essere risorti in Lui. Grazie per aver risposto alla mia chiamata“.

Messaggio Marija 25 Aprile 2019

Don Renzo Lavatori commenta per la Luce di Maria l’ultimo messaggio da Medjugorje del 25 aprile 2019

L.d.M. – Don Renzo, in questo messaggio c’è tanta attualità. Cosa ci dice la Madonna ?

D.R.L. – Effettivamente, il messaggio assume una colorazione molto vivace, attuale e incisiva. Parte da un dato di fatto, che costituisce una specie di introduzione, affermando che il tempo che viviamo è un tempo di grazia. Poi si dispiega in due parti centrali: l’una unisce tre caratteristiche del cristiano: essere – amore – preghiera; l’altra parte pone sotto la nostra attenzione la presenza operosa del diavolo. Infine, come conclusione, appare l’invito a testimoniare la risurrezione di Gesù.

L.d.M. – Andiamo dunque con ordine. Come si presenta a noi la Madonna in questo messaggio?

D.R.L. – Ancora una volta la Vergine richiama a considerare come il tempo che stiamo vivendo, a livello liturgico con la pasqua di Gesù, si fa un evento di grande rilievo spirituale, perché offre a ciascuno di noi la possibilità, da non trascurare, di accogliere in abbondanza la divina misericordia: “Cari figli! Questo è tempo di grazia, tempo di misericordia per ciascuno di voi”.

L.d.M. – Tempo di grazia per ciascuno di noi. Cosa vuole evidenziare con questo Maria?

D.R.L. – Queste parole evidenziano due aspetti: il primo riguarda l’azione di Dio, in quanto il Signore ci offre il dono incommensurabile della grazia per una rinascita e rinnovamento spirituale, in conformità all’opera redentrice di Cristo, che risorge vittorioso sulla morte, inaugurando una nuova epoca di pienezza di vita terrena e anche eterna. Il secondo aspetto riguarda l’azione dell’uomo, in quanto l’azione divina si rivolge singolarmente a ciascun soggetto umano; non si disperde anonimamente sulla massa ammucchiata di persone, intese come un gruppo generico e impersonale.

L.d.M. – La Vergine Maria dunque, si riferisce individualmente ad ognuno di noi ?

D.R.L. – Esattamente. Un’avvertimento rivolto a ognuno dei suoi figli, presi nella loro concreta singolarità. Per questa ragione dobbiamo prestare tutta la nostra attenzione individuale e interiore, senza distrazioni o pensieri vani e dissipazioni. Occorre perciò silenzio, raccoglimento e tanta concentrazione. Da qui l’importanza di non lasciare cadere neanche una briciola di quanto Ella ci dice, anzi farlo calare dentro il nostro animo, in modo che diventi nutrimento spirituale e linfatico per la nostra esistenza quotidiana.

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Essere – amore – preghiera

L.d.M. – Come attingere a questo nutrimento?

D.R.L. – La Vergine entra nel sodo del suo messaggio. Da una parte ci invita, sempre con la sua dolcezza e forza materna, chiamandoci figlioli, a far sì che lo spirito nefasto dell’odio si allontani da noi. Con l’odio in effetti noi veniamo trascinati verso sentimenti e atteggiamenti di avversione e conflittualità nei confronti dei nostri simili, causando divisioni, incomprensioni, accuse e calunnie, invidia e gelosia: “Figlioli, non permettete che il vento dell’odio e dell’inquietudine regni in voi e attorno a voi”.

L.d.M. – Come riusciamo a tener lontano da noi questo vento?

D.R.L. – Da notare che questo vento impetuoso va allontanato sia dal nostro intimo quale fuoco incendiario sia dall’ambiente in cui viviamo, come la casa, l’ufficio, l’associazione, in modo che non si espanda e provochi malessere e tensioni fra i nostri amici e familiari. Dobbiamo essere persone che sappiano superare ogni rivalità e diventare strumenti di comunione e di intesa fra tutti i membri che compongono i nostri contatti quotidiani. Ella espone anche lo stato di angoscia e amarezza, che spesso alberga nel nostro cuore, come fossimo prigionieri dell’insoddisfazione e del disordine interno ed esterno. Tante volte restiamo chiusi nelle nostre depressioni o ansie, senza più ragionare né ascoltare le parole di verità e di vita di Gesù, che ci donano forza e luce, coraggio e nuova energia.

Medjugorje collina apparizioni

L.d.M. – Ci lasciamo quindi travolgere dagli eventi del nostro quotidiano?

D.R.L. – Esattamente. Ci lasciamo travolgere dall’ondata di paura e di insicurezza, perdendo di vista l’amore di Dio e la sua grazia. Sbandiamo da soli come foglie al vento, senza una meta o un progetto preciso. Si tratta in fondo di uno spirito di negatività che alberga in noi, a discapito dell’affidamento filiale e fiducioso all’amore paterno di Dio e a quello materno di Maria, che ci riconducono al senso vero e benefico dell’esistenza e di tutto ciò che ci viene dato dalla divina provvidenza e benevolenza, anche in mezzo alle difficoltà e prove faticose di ogni giorno. Il bene, con l’aiuto della potenza divina, deve sempre vincere sul male, dal quale altrimenti rimaniamo schiacciati.

L.d.M. – A questo punto Maria dice: “Voi, figlioli, siete invitati ad essere amore e preghiera”. Cosa vuole dirci con queste parole?

D.R.L. – La Vergine presenta la nostra vera configurazione per essere e chiamarci figli suoi. Essere – amore – preghiera. Sono tre parole chiave del nostro impegno cristiano:. Anzitutto Maria volge lo sguardo sul nostro modo di esistere e di comportarci quotidianamente quali persone che nella loro struttura e costituzione propria sono libere e coscienti, generose e impegnate su tutti i fronti, senza escludere alcune parti o elementi più scomodi e penosi. Il nostro essere, nella sua totalità, deve esprimere quanto di buono, di vero e di bello possiede, attraverso due finestre che si accoppiano inseparabilmente: una è l’amore e l’altra è la preghiera.

L.d.M. – Amore, una parola tanto usata con tanti significati. Cos’è vuol dire essere amore secondo Maria?

D.R.L. – L’amore rivela la nostra attitudine a donare e a donarci anzitutto alla divina Volontà e poi di riflesso ai nostri fratelli più bisognosi. L’amore è una soave forza interiore che sospinge ogni nostro pensiero e ogni nostro gesto al di fuori di noi per chinarsi e donarsi verso ogni persona con cui viviamo o che incontriamo sul cammino quotidiano. L’amore perciò non può rimanere chiuso in se stesso in modo egoistico e avaro, ma aprirsi al di fuori verso gli altri con serenità e coraggio, con dedizione e pazienza. La persona che ama a questo livello profondo si manifesta nel suo splendore e diffonde attorno a sé la comunione fraterna e la reciproca accoglienza e compartecipazione ai successi e alle sofferenze di ciascuno.

L.d.M. – Come vivere questo amore, e come essere preghiera?

D.R.L. – Per vivere un tale generoso amore non è possibile senza l’aiuto della preghiera che ci immette alla fonte di ogni amore, cioè a Dio che per sua natura è pienezza di carità quale comunione eterna tra Padre e Figlio e Spirito Santo. Da qui la necessità della preghiera, che ci mantiene in costante collegamento o connessione con quella sorgente da cui scaturisce l’amore vero puro e duraturo. Senza l’aggancio al Divino Amore, non possiamo fare alcun gesto di vera carità e se lo facciamo, esso corrisponde ad una superficiale formalità, non ad una donazione del cuore.

L.d.M. – Non c’è carità vera senza amore?

D.R.L. – Purtroppo spesso quello, che chiamiamo gesto di amore, si riduce a un livello banale e freddo, distaccato e presuntuoso. Per tale ragione solo la preghiera rende l’amore umano simile all’Amore divino, costruendo un legame così intimo tra i due tanto che l’Amore dello Spirito Santo diventa l’anima della nostra anima, determinando il nostro modo di essere e di operare. In tal modo operiamo una nostra trasfigurazione, attraverso la quale Dio stesso si manifesta e agisce donando il suo Divino Amore a quanti incontriamo e ai quali trasmettiamo quel medesimo amore, lasciandolo travasare per nostro mezzo dalla fonte originaria alla creatura umana bisognosa. Dunque la Vergine, con le sue parole, giunge a una altezza incommensurabile del suo pensare e amare da Madre di Dio e Madre nostra, quale meravigliosa intermediaria tra cielo e terra.

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Il diavolo, l’inquietudine e il disordine

L.d.M. – Dopo l’invito ad essere amore e preghiera la Madonna ci mette in guardia sul “nemico”

D.R.L. – Infatti, davanti alla bellezza nella unione tra essere – amare – pregare, la Vergine non perde di vista l’elemento avverso che vuole dividere quell’armonico legame e dissolverlo nella banalità e bruttezza di un essere colmo di odio e di angoscia: “Il diavolo vuole l’inquietudine e il disordine ma voi, figlioli, siate la gioia di Gesù Risorto il quale è morto e risorto per ciascuno di voi”.

L.d.M. – Perché Maria dice che il diavolo vuole l’inquietudine e il disordine?

D.R.L. – Ella afferma senza tanti preamboli l’azione malvagia di Satana, sottolineando due effetti nefasti: uno è l’inquietudine dell’animo, che consiste nella perdita della serenità interiore, cadendo in agitazione e scontentezza, con atteggiamenti di nervosismo e di aggressività, fino a diventare una persona pessimista su ogni fronte e arrabbiata contro tutti e sempre critica di quanto succede nel mondo e nella Chiesa. L’altro effetto deleterio è il disordine, nel senso che il diavolo causa confusione, confondendo la verità con la menzogna, il male con il bene.

L.d.M. – Qual è lo scopo di questo disordine?

D.R.L. – Il suo scopo è rovesciare ogni cosa vedendola al suo contrario, cioè nell’aspetto negativo come fosse invece positivo. Il disordine comporta anche l’incomprensione tra le persone e i malintesi, le accuse. Nascono così le tensioni e le inimicizie, soprattutto nell’ambito familiare, ma anche sociale e religioso. Di fatto si creano delle situazioni insopportabili e caotiche, da capogiro e del tutto sconvolgenti. Da qui l’avvertimento di Maria di non cadere in tale trappola diabolica, ma conservare la pace dell’animo, la fiducia in Cristo nostro Salvatore, che con la sua crocifissione e risurrezione ha sconfitto la morte e Satana che della morte è il dominatore, per donarci la vita e la speranza che il bene vince sul male, l’amore sull’odio.

L.d.M. – Come conservare la serenità?

D.R.L. – Per avere e conservare tale stato di serenità e lucentezza, occorre rimanere avvinti a Cristo, aderendo al suo insegnamento con la nostra fede forte e totale. Da tali capisaldi non dobbiamo mai allontanarci.

L.d.M. – Cosa fare se ci accorgiamo di esserci allontanati?

D.R.L. – Se ci accorgiamo di abbassare l’attenzione e la vigilanza, è necessario ricuperare la comunione con Gesù e con i fratelli. D’altronde Ella dice che se Gesù ha sconfitto la morte, da Lui non può venire altro che la vita in senso pieno sia terrena che eterna. Ciò significa che la certezza della risurrezione di Cristo costituisce un faro fondamentale che deve far luce su tutto l’orizzonte della nostra esistenza, in modo che con Lui, per Lui e in Lui, possiamo attraversare le vicissitudini di qualsiasi tipo senza essere coinvolti nella schiavitù della morte spirituale che è il peccato. Ascoltiamo le sue parole e fissiamole nel nostro cuore: “Lui ha vinto la morte per donarvi la vita, la vita eterna”.

L.d.M. – Don Renzo, come si conceda da noi la Gospa?

D.R.L. – Alla fine la Vergine ci sprona nuovamente e con tutta la sua amorevolezza materna a essere credibili testimoni, forti nella fede e coraggiosi nel proclamare la verità di Gesù agli altri, non solo a parole ma mostrando la nostra fierezza di essere partecipi della risurrezione di Gesù e vivere gioiosamente del suo amore: “Perciò, figlioli, testimoniate e siate fieri di essere risorti con Lui”.

Medjugorje, la Madonna: "Finché rimarrete chiusi non posso darvi le grazie"Preghiera di ringraziamento alla Vergine Maria di Don Renzo Lavatori

Vergine Madre, il nostro animo si scioglie in un cantico di gratitudine e di amore filiale verso di te, che ogni volta ci apri gli occhi per saper vedere la strada giusta da percorrere piuttosto che smarrirci nella nebulosità e oscurità del principe di questo mondo. Come sono preziose le tue parole, che scavano e toccano la verità del nostro intimo! Purtroppo spesso noi siamo distratti davanti ai tuoi suggerimenti e attratti verso la mondanità e le faccende terrene, perdendo il senso vero e cristiano delle vicende umane.

Solo lasciandoci illuminare dalle tue sagge considerazioni noi, tuoi figli, possiamo vivere su questa terra con serenità e sicurezza di non essere travolti dal male, ma, sorretti dal tuo amore dolcissimo, raggiungerti in paradiso dove ci aspetti tutti a braccia aperte. Grazie, o Madre, del bene che vuoi a noi, tuoi deboli e ingrati figli, che ci chiami ad essere testimoni del tuo amore tra gli uomini. A te la nostra filiale adesione e devozione. Assieme a te la nostra esistenza quotidiana si fa più bella e fruttuosa. Resta con noi, Madre buona, soprattutto quando si fa sera! Amen! Alleluia.

Chi è Don Renzo Lavatori

Don Renzo Lavatori, nasce a Monte Roberto (AN) è laureato in Teologia dogmatica, nonché membro della Pontificia Accademia Teologica. Sono molte le cariche da lui ricoperte tra cui quelle di docente di Teologia dogmatica, alla Pontificia Università Urbaniana di Roma, docente presso l’ISSR dell’Apollinare dell’Università della Santa Croce, docente presso l’Ecclesia Mater del Laterano per la teologia ai laici del vicariato di Roma. Autore di molti testi e conduttore di insegnamento teologico a Radio Maria, ci aiuta a comprendere l’ultimo messaggio della Regina della Pace da Medjugorje.

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