Lo ha scoperto dopo il primo viaggio a Medjugorje.
Suor Giustina ha da sempre vissuto la devozione in maniera particolare. Solo quando è andata in pellegrinaggio a Medjugorje per la prima volta ha compreso di aver ricevuto da Dio un dono: quello di scacciare i demoni dai fedeli posseduti. Nel raccontare questa divina virtù, la suora specifica che non ha mai fatto un esorcismo, poiché senza l’autorizzazione di un vescovo non lo può fare. Ma le sue preghiere di liberazione, grazie all’intercessione della Madonna, sono molto potenti ed hanno aiutato più di una persona.
Nata nel 1940 a Belluno, Giustina Tabacchi ha preso i voti nel 1964 e da quel momento ha dedicato la sua vita all’adorazione della Madonna. Assegnata alla diocesi di Parma, la religiosa ha conosciuto Medjugorje sul finire degli anni ’90, periodo in cui da Parma è tornata nel suo paese natio per assistere i genitori malati. Dopo il primo viaggio in Bosnia ne sono seguiti molti altri nel corso dei quali ha avuto modo di assistere e liberare parecchie persone possedute.
Tra i tanti casi capitati davanti ai suoi occhi, quello che le è rimasto impresso è certamente la possessione diabolica manifestatasi durante l’apparizione a Mirjana. Non era la prima volta che le capitava di pregare per le anime dei fedeli posseduti, ma nelle precedenti occasioni non aveva mai assistito alla manifestazione di un ossesso durante un’apparizione.
Di quel giorno suor Giustina ricorda come i fedeli stessero pregano con partecipazione attorno a Mirjana in attesa che la Madonna le apparisse: “Abbiamo individuato cinque ossesse che si divincolavano- spiega la suora-, schiumavano e si contorcevano. Io mi sono sentita spinta verso una di loro e ho sgridato lo spirito che la possedeva, comandandogli con forza di lasciarla. Ad aiutarmi nella preghiera è arrivato anche un sacerdote di colore che ha intimato ai demoni di obbedirmi. La donna è stata liberata e a quel punto molte persone mi hanno chiesto di pregare per i loro bisogni”.
Anche Suor Giustina è rimasta impressionata da quell’evento, tutt’ora lo ricorda con meraviglia, ed è per questo che aggiunge al racconto: “Non è per la mia potenza, cerco solo di rispondere alle divine ispirazioni. È un dono di Dio e noi siamo solamente un suo tramite”.
Luca Scapatello
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