Medjugorje Mons Hoser: dalla collina delle apparizioni qui si sente la sete di Dio, e di preghiera”

 

Quanti credevano che il viaggio di Monsignor Hoser come messo speciale del Papa a Medjugorje fosse una scusa per commissariare il luogo delle presunte apparizioni mariane si è dovuto ricredere subito dopo le prime parole del vescovo di Varsavia e Praga dal paesino bosniaco: “La gente qui a Medjugorje riceve ciò che non ha nel luogo in cui vive. In molti dei nostri Paesi di antica cristianità la confessione individuale non esiste più, non c’ è più l’ adorazione del Santissimo Sacramento e non si conoscono più la Via crucis e il Rosario. Un tale inaridimento dell’ ambito spirituale porta, evidentemente, a una crisi di fede generalizzata. A Medjugorje la gente arriva alla sorgente, sazia la sua sete del sacro: la sete di Dio, di preghiera. La gente qui sente la presenza del divino, anche per mezzo della santa Vergine Maria”.

Queste prime parole confermano l’idea espressa dal Vescovo prima della partenza, ovvero che Medjugorje è un terreno fertile per l’evangelizzazione. Di fatti, a queste aggiunge che sebbene il paese bosniaco sia considerato un luogo di devozione mariana, in realtà le pratiche religiose svolte al suo interno evidenziano una tendenza cristocentrica: “Se guardiamo più profondamente vediamo che la devozione, qui a Medjugorje, è cristocentrica, in quanto al centro c’ è la celebrazione dell’ Eucaristia, la trasmissione della Parola di Dio e l’ adorazione al Santissimo Sacramento”.

Questo dimostrerebbe la positività del luogo per quanto riguarda la fede, promuovendolo a luogo simbolo di una nuova evangelizzazione, d’altronde i dati parlano chiaro: oltre 600 sacerdoti hanno trovato la loro fede grazie alla visita a Medjugorje, 37 milioni di comunioni impartite, 2 milioni di pellegrini all’anno, una trentina di associazioni caritatevoli nate sulla scia del fenomeno Medjugorje. Le belle parole del messo speciale non aggiungono niente di nuovo a quanto affermato da milioni di testimoni nel corso di questi 36 anni, ma dimostrano un apertura sensibile al fenomeno da parte della Chiesa, per tanto era immancabile la domanda sulle apparizioni.

Come ripetuto già diverse volte Monsignor Hoser ripone la questione ad altra sede ed al giudizio competente di Cardinal Ruini, il quale ha l’oneroso compito di giudicare un fenomeno di proporzioni gigantesche che comporta un numero ingente di sfaccettature, quando gli chiedono infine cosa ne pensi il Papa delle apparizioni, lui risponde: “Non lo so. Ma penso che, rispetto al peso che Medjugorje ha in ordine alla nuova evangelizzazione, questo avrà senz’ altro effetto sulla decisione finale”.

Insomma Monsignor Hoser invita tutti a concentrarsi solo sugli effetti positivi che questa realtà sta apportando per la fede e per il mondo, lasciando l’arduo compito di giudicare la veridicità delle apparizioni a chi ha gli strumenti per farlo.