La Madonna a Medjugorje ci esorta a pregare con più fervore affinché sentiamo nel nostro cuore “la santità del perdono”.
“Cari figli! Oggi vi invito a pregare ancora di più finché nel vostro cuore sentiate la santità del perdono”.
Il perdono è la più alta espressione dell’amore, solo chi ama davvero, è disposto a perdonare anche chi gli fa del male.
E la capacità di amare fino ad arrivare al perdono, è una condizione indispensabile per la nostra santità – e la Madonna a Medjugorje ce lo ricorda – perché un giorno quando saremo chiamati davanti al Signore, verremo giudicati proprio su questo, ce lo ha detto a Lui:”Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco”. Luca 7,47.
“Cari figli! Oggi vi invito a pregare ancora di più finché nel vostro cuore sentiate la santità del perdono. Nelle famiglie ci deve essere la santità perché figlioli, non c’è futuro per il mondo senza amore e santità. Perché nella santità e nella gioia voi vi donate a Dio Creatore il quale vi ama con amore immenso. Per questo mi manda a voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
Emerge il richiamo della Madonna a quella che è la prima vocazione di ogni cristiano, a prescindere dallo stato di vita a cui ognuno è chiamato: la santità. Questo ci dovrebbe motivare, attrarre a una promessa che vale tutta la nostra vita terrena, e con essa la nostra fatica, le nostre sofferenze, e le nostre incertezze umane.
Perciò il perdono è una via da percorrere necessaria, e non può nascere solo da uno sforzo personale. Ma è un dono che riceviamo da Dio. Una scelta che nasce nel profondo del nostro cuore, frutto della Grazia. E il vero perdono ci libera, ci guarisce e ci conduce verso la santità.
Il nostro futuro eterno è garantito, se lo costruiamo con l’amore e quindi la santità. Questa è una condizione essenziale per noi, e possiamo perseverare in questo intento, colo per mezzo della preghiera, dei sacramenti, della Parola di Dio, del Digiuno. Tutti strumenti che abbiamo ricevuto gratuitamente, a noi la responsabilità di farne un buon uso.
Simona Amabene
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