Medjugorje è tutto vero ecco perchè.

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LE GUARIGIONI INSPIEGABILI – Il numero delle guarigioni straordinarie attribuite alla intercessione della Madonna di Medjugorje varia molto, a seconda di chi giudica. Sono tantissime stando alle testimonianze spontanee dei guariti o dei loro familiari, sono viceversa meno numerose per coloro che, giustamente, pretendono una rigorosissima documentazione medica per avallarle. Sono addirittura nulle – ossia si tratterebbe di meri fenomeni di autosuggestione o di effetto placebo – per coloro che negano a priori la soprannaturalità delle apparizioni o la possibilità dell’esistenza dei miracoli. La qual spiegazione, in molti casi, risulta essere davvero difficile da sostenere. Molti considerano i miracoli come una “violazione” delle leggi di natura che avvengono a opera di Dio. Non è forse più logico pensare che il Cretore abbia predisposto fin dall’inizio della creazione alcuni meccanismi eccezionali di intervento che la scienza, almeno per ora, non conosce? Una cosa però è certa. Come scrive il noto fisico Paul Davies: “se davvero potessimo essere certi che i miracoli avvengono, disporremmo di una prova inconfutabile sia dell’esistenza di Dio sia del Suo interessamento a questo mondo”. Noi ci permettiamo di completare questa tesi sostenendo che se a Medjugorje veramente si verificano guarigioni miracolose (così come si registrano in altri santuari mariani, primo tra tutti Lourdes) non è veramente possibile sottovalutare la straordinaria potenza di intercessione che gode Maria Santissima presso Dio .

Alcune guarigioni inspiegabili

I seguenti casi presentano una abbondante documentazione medica allegata.

…da malattia al cervello

Damìr Coriæ, Mostar, Jugoslavia (estate ’81)

Nato nel ’60, è stato curato presso la clinica neurochirurgica di Zagabria, perché affetto da hydrocephalus internus, ossia aumento della pressione del liquor sul cervello. Operato per tre volte, si doveva ogni volta rioperare, per il sopravvenire di un’emorragia cerebrale. Nel marzo dell’81 viene dimesso ma resta la prognosi: senza il drenaggio del liquor aumenterà sempre la pressione nell’interno del cranio; mentre purtroppo il drenaggio, causando ipotensione, finirà per provocare il collasso del cervello. È in queste gravi condizioni che Damìr, in agosto, viene portato a Medjugorje. Qui Vicka prega su di lui ed ecco, il male d’improvviso scompare del tutto.

 

…dalla cecità

Jozo Vasilj, di Medjugorje (luglio ’81)

Ecco la sua testimonianza (era ottantacinquenne all’epoca dei fatti): «Otto anni fa, in seguito a un attacco di apoplessia, il mio occhio sinistro si era completamente spento; negli ultimi quattro anni, poi, anche l’altro occhio mi lasciò, e io non ci vedevo più. Chiesi allora a Vida Vasilj di portarmi dalla collina delle apparizioni un mazzo di salvia e del semprevivo: immersi le piante nell’acqua di una catinella e la mattina dopo mi ci lavai. Ed ecco che, mentre mi asciugavo la faccia, dico a mia moglie: «Moglie, ci vedo!». Lei mi risponde: «Ma va là, com’è che ci vedi?». «Vedo che non ti sei messa le calze!». Così mia moglie, e dopo tutti gli altri, potè rendersi conto che adesso ci vedevo. Mentre mi lavavo recitavo il Credo.»

 

..da sclerosi multipla

Prof. Rita Klaus, Pennsylvania, U.S.A. (giugno ’86)

 

 

 

 

Insegnante universitaria, madre di tre figli, ha sofferto per 26 anni di sclerosi multipla, in continuo peggioramento ed è stata operata più volte perché i due ginocchi si erano flessi all’interno; usava stampelle o carrozzine e soffriva di incontinenza. Ecco la sua testimonianza: «L’8 giugno dell’86, mentre recitavo il rosario, mi venne il pensiero di chiedere a Nostro Signore la guarigione per intercessione della Madonna di Medjugorje, di cui avevo letto.

D’un tratto avvertii in tutto il corpo una violenta scossa, seguita da una sensazione dolcissima che mi lasciò dentro una grande pace». Il giorno dopo Rita ritrovò la sensibilità dei piedi: si tolse gli apparecchi ortopedici alle gambe che le erano tornate dritte e finalmente corse giù per le scale gridando di gioia. I suoi cari, felici, telefonarono al medico curante che ascoltò incredulo; ma la visita fu determinante: non vi era più traccia della sclerosi.

 

…da tumore al seno

Venka Bilie Brajcic di Split, Jugoslavia (inverno ’81)

Nel gennaio dell’80 le viene asportato il seno sinistro. Nove mesi dopo, nonostante la cobaltoterapia, proliferano le metastasi raggiungendo il seno destro. Ecco la testimonianza di Venka: «Nel settembre dell’81, dopo sei mesi di trattamento, le croste che erano sul mio petto si erano trasformate in piccole piaghe che poi via via si sono unite in due grandi uniche piaghe… Allora mi accompagnarono a Medjugorje e lì, dopo le preghiere in chiesa, continuate per tre giorni da parte delle donne che si erano unite a me e a mia sorella, le piaghe cambiarono aspetto: sotto le croste cadute si andava formando una pelle nuova. Durante il gennaio dell’82 la piaga posta più in basso scomparve, e anche quella di sopra si seccò…». L’esame medico conferma ormai la totale assenza di proliferazione di metastasi.

 

…da sclerosi multipla

Iva Iole, Mostar, Jogoslavia (sett ’81)

La diagnosi dell’ospedale di Mostar: infiammazione disseminata delle circonvoluzioni cerebrali. All’ospedale di Zagabria precisano: Encelalomielite disseminata. In una terza clinica specializzata l’infausta diagnosi viene completata: Sclerosi multiplex, non curabile. Allora nell’agosto dell’81 Iva, affidatasi a Dio, si reca a Medjugorje. Qui i veggenti pregano per lei la Vergine; anche lei prega e digiuna, migliorando poco a poco; finché il 13 settembre, sul monte Križevac, durante la Messa sulla Croce, guarisce repentinamente e totalmente.

 

…un’amputazione evitata

Mirko Brkic, Banjaluka, Jugoslavia (marzo ’82)

Si era fratturato una gamba. Nell’ospedale di Banjaluka gli avevano messo un chiodo; e poi era stato curato nell’ospedale di Belgrado, ma sotto il ginocchio gli si era formata una piaga che non si chiudeva. I ripetuti interventi non avevano arrestato il male e la piaga diventava sempre più profonda: ormai si vedeva l’osso. A questo punto veniva deciso di amputare la gamba. La famiglia di Mirko fece allora voto alla Madonna di Medjugorje, pregando e digiunando. Ed ecco che, alla vigilia del giorno fissato per l’amputazione, la piaga improvvisamente si richiuse. Meravigliati, i medici rinunciarono all’operazione. Dopo qualche giorno la piaga era completamente cicatrizzata.

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…da frattura alla spina dorsale

Marija Brumec, Maribor, Slovenia (agosto ’83)

Nel giugno dell’82 è caduta dall’alto di un carro di fieno fratturandosi la spina dorsale. Diagnosi: l’undicesima vertebra è spezzata, schiacciata; e aderisce con la decima. Nonostante le cure di riabilitazione, Marija viene dichiarata invalida per il resto della vita. Nel corso di un pellegrinaggio a Medjugorje, nell’agosto dell’83, guarisce all’istante. Ora Marija, nei campi, può fare i lavori più pesanti, come prima dell’incidente: sulle ultime lastre della spina dorsale non v’è traccia della lesione.

 

…da sclerosi a placche

Diana Basile, Milano, (maggio ’87)

Colpita nel 72 da disgrafia alla mano destra (tremori e impossibilità di scrivere e mangiare) e da completa cecità dell’occio destro, dovette sospendere il lavoro al Centro Traumatologico di Milano, perché nel novembre 1972 le fu confermata la diagnosi di Sclerosi Multipla e la sospensione per invalidità. Si aggiunsero successivamente difficoltà motorie, l’inutilizzo del braccio destro e una totale incontinenza urinaria e fecale con dermatosi perineale. Dopo un viaggio a Lourdes concluso con un lieve miglioramento, fu sospesa ogni terapia fino all’83, quando subentrò la perdita dell’equilibrio e del controllo motorio. Alla malata, colta da una crisi depressiva, viene proposto un pellegrinaggio a Medjugorje, organizzato dal parroco di San Nazaro, a Milano, don Giulio Giacometti.

La Sig.a Basile dichiara: «mi trovavo ai piedi degli scalini, presso l’altare della chiesa di Medjugorje, il giorno 23 Maggio 1984. La Sig.a Novella Baratta di Bologna (Via Calzolerie, 1) mi ha aiutato a salire i gradini, prendendomi per il braccio. Quando mi sono trovata là non volevo più entrare nella sagrestia con i veggenti. Ricordo che un signore in lingua francese mi diceva di non muovermi da quel punto. In quel momento la porta è stata aperta e sono entrata nella sagrestia. Mi sono inginocchiata dietro la porta, poi sono entrati i veggenti in attesa dell’apparizione. Quando questi ragazzi si sono inginocchiati contemporaneamente, come spinti da una forza, ho sentito un rumore forte. Poi non ricordo più nulla (né preghiera, né osservazione). Ricordo soltanto una gioia indescrivibile e di aver rivisto (come in un film) alcuni episodi della mia vita che avevo completamente dimenticato.

Alla fine dell’apparizione ho seguito i veggenti che si recavano verso l’altare principale della chiesa di Medjugorje. Improvvisamente camminavo dritta come tutti e mi sono inginocchiata normalmente, ma non me ne accorgevo. La Sig.a Novella di Bologna mi è venuta incontro piangendo.

Il signore francese di circa 30 anni (forse era prete perché aveva il collare ecclesiastico) era emozionato e mi ha subito abbracciata.

Il Sig. Stefano Fumagalli, consulente tessile del Tribunale di Milano (Ab. Via Zuretti, 12) che viaggiava sul mio stesso pullman, mi è venuto incontro dicendo «lei non è più la stessa persona; dentro di me chiedevo un segno ed ora lei esce di lì così cambiata».

Gli altri pellegrini che viaggiavano sullo stesso pullman della Sig.a Basile hanno subito capito che era accaduto qualcosa di molto evidente. Hanno subito abbracciato la Sig.a Basile ed erano visibilmente emozionati. Rientrando in Hotel a Liubuskj in serata la Sig.a Basile notava di essere tornata perfettamente continente, mentre la dermatosi perineale era scomparsa.

Normale è tornata la possibilità di vedere con l’occhio destro (cecità dal 1972). Il giorno dopo (24/5/84) la sig.a Basile, insieme all’infermiere sig. Natalino Borghi ha percorso a piedi il tragitto Liubuskj-Medjugorje (circa 10 km.) a piedi nudi, in segno di ringraziamento (nessuna lesione) e nello stesso giorno (Giovedì) è salita sulla montagnetta delle tre croci (luogo delle prime apparizioni).