Massimiliano Rosolino: “Ho sempre creduto in qualcuno di superiore che ci guida”

 

Massimiliano Rosolino è stato uno dei più grandi campioni di nuoto della nostra storia, dal 1995 al 2008 è stato per 14 volte campione europeo ed ha vinto in totale più di 60 medaglie. Si può quindi immaginare che l’acqua della piscina sia il suo habitat naturale e che lo aiuti a stare in pace con se stesso, ma quello che lo ha sempre supportato è una forza interiore proveniente dall’alto.

A confessarlo è lo stesso Rosolino in un’intervista rilasciata al settimanale ‘A sua immagine’ in cui dichiara: “Ho sempre creduto a qualcuno di superiore che ci osserva e che ci guida in tutte le nostre azioni. Altrimenti sarebbe il vuoto più totale”. Non ha mai pensato di riuscire a fare qualcosa senza l’aiuto di Dio, né diventare padre (Massimiliano ha due bellissime bambine) né superare il trauma del fine carriera riuscendo a reinventarsi come partecipante ad un reality (il campione napoletano ha vinto una delle edizioni di Pechino Express).

La fede di Rosolino ha radici profonde, il campione di nuoto, infatti, spiega di aver avuto con Dio: ”Da sempre un cordone ombelicale, sia nei momenti felici che in quelli maggiormente difficili. Quando sono diventato padre ho alzato gli occhi al cielo e l’ho ringraziato con intensità”. Il campione olimpico crede che sia necessario legare la propria fede a qualcosa di positivo, non necessariamente ad un singolo evento, magari ad un periodo e aggiunge: “Mi piace pregare molto di più per gli altri che per me stesso. In particolare per amici e parenti che stanno male o hanno qualche problema”.

Rosolino conclude l’intervista parlando del suo impegno nel sociale, da anni ormai lavora con ‘Mille culture’ un associazione no profit che si occupa di indirizzare i giovani in difficoltà verso lo sport per canalizzare le proprie energie in qualcosa di positivo. A questi ragazzi il campione olimpico di Sidney dice di imparare ad affrontare le sconfitte come uno stimolo per migliorarsi: “Perdere mi ha rafforzato tanto. L’amaro in bocca fa crescere molto più del dolce”.