Maria Vergine – ma è davvero sempre vergine?

Diceva Sant’Agostino: “Maria ha concepito Gesù nel suo corpo, ma prima lo aveva concepito nel suo cuore”. Un cuore puro, colmo di fede pura sincera, di speranza che era certezza della promessa dell’Eterno: Dio avrebbe mandato il Messia, il Salvatore. Come tutti, aspettava colui che avrebbe salvato il suo popolo.

La purezza
Una purezza di cuore così grande, così totale è stata la preparazione che Dio ha voluto per Maria, perché potesse, nel suo grembo, prendere la carne il Figlio, divenendo Figlio dell’uomo.
Una purezza sicuramente guidata da Dio, plasmata dalla Parola che crea, confermata dall’amore che era vita per Maria. Una purezza che non le ha tolto la sua umanità, ma che l’ha resa, secondo il disegno di Dio, madre di Dio.

La verginità come segno di Dio
Come lo hanno sempre ammesso le Chiese di Oriente e quelle di Occidente, la verginità di Maria è colma di significato ed esprime la purezza, la bellezza, il suo dono totale a Dio e infine agli uomini tutti, i figli di Dio. Ed è proprio questa consacrazione totale a Dio che rende la sua verginità perfetta un segno della sua fede, un segno grande quindi di Dio, che le ha affidato una missione unica: essere la madre di Dio e di tutti gli uomini. Questa verginità le permette di essere madre di un solo figlio secondo la carne e madre di tutti gli uomini secondo lo spirito.

La verginità non è mai stata oggetto di discussione in seno alla Chiesa.
La concezione verginale di Maria non è mai stata oggetto di dubbi nella Chiesa, anche perché i Vangelo è molto chiaro, ma lo stesso Isaia lo aveva previsto annunciando la venuta del Messia, l’incarnazione del Figlio unico di Dio. Leggiamo Is 7,14:
“Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele”
. Ma sarà davvero sempre vergine?

La verginità nel parto
I Padri della Chiesa hanno collegato, e con ragione, la risurrezione di Gesù con la nascita dal grembo inviolato Maria. Nessuno ce lo ricorda più. Eppure questa sembra essere l’ipotesi più probabile, anzi, per molti una certezza. Gesù è nato da Maria così come è risorto dal sepolcro dove era stato sepolto, avvolto in un lenzuolo funebre rimasto intatto, come se il corpo fosse ancora lì. È difficile, dicono i Padri della Chiesa, comprendere fino in fondo il Natale se non si comprende bene la Pasqua, la Risurrezione di Gesù Cristo.

La questione dei fratelli
Rimane dunque la questione dei fratelli e delle sorelle di cui si parla molto esplicitamente nel Vangelo di Marco (6,3 e poi 15,40; 15,47; 16,1), in quello di Matteo (13,55). Nei Vangeli c’è qualche confusione che, come molti studiosi hanno spiegato e dimostrato, nasce sia da un problema di traduzione, sia dal fatto che in ebraico antico e in aramaico la parola cugino non esisteva e in greco la parola fratello non indicava il fratello biologico, ma aveva un senso molto più ampio, come peraltro a volte anche noi abbiamo ereditato. Inoltre, molte erano le Marie nei racconti evangelici che corrispondevano a donne che seguivano Gesù o a madri di alcuni discepoli. In effetti, non si dice mai che Maria è la madre di Simone o Giuda o Giuseppe, ma solo si dice che Maria è la madre di Gesù. Infine, Sant’Atanasio, Sant’Ilario, San Geronimo hanno posto tutti la questione in questi termini: “Se Maria aveva degli altri figli, perché mai Gesù avrebbe affidato Maria a Giovanni?” E in questo si vede una conferma chiara della verginità perpetua di Maria.

Per riassumere
Maria, nell’ordine della grazia, è madre di una moltitudine, per ordine della natura è madre di un unico figlio. Il suo essere sempre vergine ci conferma che il concepimento e la nascita di Gesù sono miracolosi. La sua verginità, come profonda volontà e desiderio di donarsi interamente e totalmente solo a Dio – consacrandosi così alla stessa missione di salvezza di Gesù – è il prolungamento e la realizzazione completa del suo Fiat pronunciato all’incarnazione. E per completezza possiamo dire che il significato sublime elle sua verginità perpetua e totale è il segno della sua fede e quindi della sua piena apertura all’azione creatrice dello Spirito Santo. Maria, con certezza, aspettava tutto da Dio.

Una curiosità
Nelle icone orientali, quando viene dipinta la Vergine Maria, quasi sempre troviamo tre stelle, in genere dipinte sul suo manto. Alcuni si chiedono perché tre e non dodici. Altri pensano si riferiscano alla Trinità di cui lei è piena. In realtà, si riferiscono alla Sua verginità, al suo essere vergine prima, durante e dopo la nascita del suo unico figlio, nostro Salvatore e Redentore.
Sandra Fei