Marcia per la vita bloccata per paura di contestazione violenta degli abortisti

La Marcia per la vita in programma a Winterthur è stata cancellata a causa del timore che gli attivisti pro choice potessero causare danni.

(Getty Images)

Per evitare scontri gli attivisti pro life avevano modificato il programma, istituendo una conferenza. Ma la polizia ed il centro convegni hanno cancellato l’evento.

Cancellata la marcia per la vita in Svizzera

Per ragioni di sicurezza la marcia per la vita 2020 in programma come ogni anno a Winterthur è stata cancellata dalla polizia. Il motivo della cancellazione era legato alla minaccia di azioni violente da parte di membri della sinistra radicale. A distanza di qualche mese gli organizzatori hanno deciso di tenere, al posto della marcia, un convegno al Gate 27, una sala conferenze. Si pensava che in un luogo chiuso si potesse manifestare la propria posizione a favore della vita senza che ci fossero ulteriori inconvenienti, ma così non è stato.

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L’incontro principale era previsto per sabato 19 settembre, ma anche in questo caso l’evento è stato cancellato. La polizia ha avvisato gli organizzatori e i gestori della sala convegni che per quel giorno erano previste delle proteste. Circa 700-1000 attivisti pro choice si sarebbero assiepati davanti alla sala convegni, avrebbero bloccato l’ingresso e impedito il normale svolgimento della conferenza. Gli agenti hanno anche spiegato che c’era il rischio di atti violenti, ed il centro convegni ha preferito annullare l’incontro.

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La rabbia degli attivisti pro life

Per la prima volta la marcia pro life ed il successivo convegno non hanno avuto luogo in Svizzera. Una cancellazione che non è stata gradita dagli organizzatori, i quali criticano alla polizia la mancanza della dovuta protezione del diritto di manifestare. L’associazione Marcia per la Vita ha criticato pubblicamente la decisione con una nota in cui si legge: “La polizia è stata sempre capace di arginare le azioni violente della sinistra radicale a Zurigo e Berna negli anni passati. Quindi avrebbero potuto farlo anche a Winterthur nel 2020″.

Luca Scapatello

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