Mai vergognarsi di confessare i propri peccati

Vergognarsi dei propri peccati e giusto?
Sicuramente si, perché, in quel caso, il nostro stesso sentimento ci da la misura di quanto siamo lontani dalla grazia di Dio e dal suo volere, nonché dall’insegnamento del Vangelo.
E’ giusto che questo sentimento di vergogna ci faccia desistere dall’andare a confessarci?
Sicuramente no, poiché sarebbe come voler ostinarsi a rimanere in una situazione di estrema distanza da Dio, senza fare nulla per rimediare.
In questo caso, il motivo del nostro peccato non farebbe altro che attecchire nella nostra anima e creare sempre più danno.

Nel ricordarsi che il sacerdote (un semplice uomo, che vive le debolezze di tutti noi) non è nel confessionale per giudicarci, ma per permetterci, tramite la sua persona, di parlare a Dio e chiedere il perdono, la riconciliazione, non dimentichiamo che l’atto di umiltà della Confessione è indispensabile, per ripulirsi dal peccato.
Infatti, senza pentimento e proponimento di non cadere più in quella mancanza, non ci può essere assoluzione alcuna.
Padre Jordi Rivero consiglia: “Meditate un passo evangelico sulla passione di Gesù, pensate che Egli, per la sua infinita misericordia, desidera applicarvi tutte le grazie che ha guadagnato per voi sulla croce. Desidera perdonarvi. Rispondetegli. (…) Non temete. Dio vi ama e sarà con voi nella confessione. Confidate in Gesù e vedrete che riceverete pace e felicità”.

Infatti, Dio ci ama e ci attende, anche nel confessionale, a braccia aperte, perché vuole riaverci vicino, come ogni padre fa con il proprio figlio, tornato a casa, dopo molto tempo.
Nessuna viltà, dunque, deve riuscire nell’intento di farci rimandare la confessione.
“Noi sacerdoti sappiamo che compiere il passo di andare a confessarsi è una grazia e richiede umiltà. Chi si confessa ha avuto il coraggio di riconoscere il suo passato e di umiliarsi, e questo è ammirevole.” (…) Se non vi confessate da molto tempo non temete. Ditelo al sacerdote e vi aiuterà”.
Il confessore è li in rappresentanza del cielo, ma è anche il nostro interlocutore, in quel momento, l’esperto a cui affidarsi, per meglio vivere il Sacramento importantissimo della Riconciliazione, con se stessi e con il Padre celeste.